Il premio letterario è il fiore all’occhiello dell’attività culturale dell’Adei Wizo

Libri

di Annie Sacerdoti
«Il premio letterario è il fiore all’occhiello dell’attività culturale dell’Adei Wizo», ha dichiarato la Presidente nazionale Susanna Sciaky presentandone la 19° edizione, il 12 novembre, nel Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara. E, visto il successo di pubblico e l’interesse suscitato per gli argomenti dei libri premiati, è destinato a diventare un sempre più importante punto di riferimento della pubblicistica che il mondo ebraico vuole far conoscere ai giovani e al grande pubblico. Insomma, il “Premio letterario ebraico per eccellenza”. In questa 19° edizione le vincitrici sono state tre donne: per il Primo Premio l’americana Rachel Kadish, con Il peso dell’inchiostro; per il Premio Speciale (istituito quest’anno per la prima volta e assegnato direttamente dalla Giuria selezionatrice) l’israeliana Michal Ben Naftali per L’insegnante; per la Sezione Ragazzi l’italiana Daniela Dawan per Qual è la via del vento.
L’occasione del premio, che ha riunito a Ferrara partecipanti da tutte le città d’Italia, da Napoli a Firenze, da Milano a Venezia, ha avuto diversi momenti di incontro nella stessa giornata del 12 novembre. Al mattino presso la sala del cinema Boldini, Daniela Dawan, affiancata da Vittorio Robiati Bendaud, ha incontrato gli studenti delle scuole che hanno fatto parte della Giuria. Nel primo pomeriggio, il MEIS ha aperto in anteprima per i presenti al Premio la mostra su Ebrei di Ferrara, inaugurata nei giorni successivi. È poi iniziato il momento vero e proprio della premiazione, nel Ridotto del Teatro Comunale, alla presenza delle massime autorità cittadine e con i discorsi di prammatica. Al tavolo degli oratori la scrittrice armena Antonia Arslan ha commentato con sensibilità i temi dei volumi, lasciando poi al giornalista Cristiano Bendin, redattore capo del Resto del Carlino, il compito di condurre la serata intervistando, di volta in volta, le vincitrici. Infine il pranzo di gala, nella simpatica cornice dell’istituto alberghiero e i suoi studenti messi alla prova, con ottimi risultati, della cena kasher fatta di ricette ebraico-ferraresi, sotto la sapiente guida della presidente Adei di Ferrara, Silvia Pesaro Sembira.
Per la prima volta il Premio Letterario Adei Wizo “Adelina Della Pergola” ha avuto un seguito a cura delle sezioni Adei locali che hanno presentato i volumi vincitori e le autrici nelle librerie cittadine di Bologna, Firenze, Verona e, infine, a Milano, dove, nella sinagoga di via Guastalla, all’interno di Bookcity Daniela Dawan ha presentato, con Ferruccio de Bortoli, il suo libro Qual è la via del vento.

 

Libro Vincitore:
Il peso dell’inchiostro, Rachel Kadish, trad. di Alessandro Zabini, Neri Pozza, 2018
Nel 2000 viene rinvenuto un carteggio del 1660 nascosto nelle mura di una antica abitazione. Lo scriba misterioso si firma “Aleph”. Due ricercatori, l’anziana Helen e il giovane Aaron, cercano di scoprire la verità su chi ha vergato i carteggi. La storia conduce il lettore a immergersi in un mondo contraddittorio e affascinante dove persecuzioni anti-ebraiche, menti geniali e restrizioni di genere si mescolano intorno alla figura dello scriba misterioso, che in effetti è una donna. Il romanzo consente al lettore di considerare quanto fosse difficile l’esistenza in quell’epoca per tutti ma in particolare per gli ebrei sottoposti a vessazioni e persecuzioni e per le donne alle quali venivano negati i diritti riconosciuti agli uomini.

Premio Speciale
L’insegnante, Michal Ben Naftali, traduzione di Alessandra Shomroni, Mondadori, 2018
Romanzo dall’attacco drammatico e rovesciato, si può dire che la storia inizia dal finale: il suicidio della giovane Elsa Weiss, ebrea che, durante la seconda guerra mondiale, finisce internata nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, per poi terminare il suo pellegrinaggio in Israele, dove, nell’estate del 1981, si getta dal balcone del suo appartamento. Seguendo i passi di Elsa le pagine del libro si addentrano nel sentore più profondo degli ebrei che hanno vissuto la Shoah. Il libro è un romanzo psicologico e al tempo stesso storico.

 

 

Premio Sezione Ragazzi
Qual è la via del vento, Daniela Dawan, edizioni e/o, 2018
Tripoli, giugno 1967. La Guerra dei sei giorni in Medioriente scatena terribili violenze contro gli ebrei di Libia. Uccisi, depredati dei loro averi, sono oggetto dell’odio di masse inferocite che il vecchio re Idris non controlla. Bisogna fuggire, nascondersi. E così Ruben e Virginia Cohen, con i vecchi genitori di lei, Ghigo e Vera Asti, si barricano nel loro appartamento, circondato da uomini armati di spranghe e coltelli. Micol, la loro bimba di nove anni, è bloccata a scuola dalle suore italiane.
Tripoli, giugno 2004. Il colonnello Gheddafi tenta di riprendere i contatti con gli ebrei libici emigrati in Italia e invita perciò a Tripoli una delegazione. Ad accompagnarla c’è anche l’avvocato Micol Cohen, la bambina esile e insicura di un tempo. Adesso è una donna protagonista della sua vita, professionalmente riuscita.

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