di Nathan Greppi
Un esempio di “empatia suicida” citato dall’autore riguarda i fatti del 7 ottobre 2023 e tutto ciò che ne è derivato. Nonostante quel giorno Hamas abbia commesso la peggiore strage di ebrei in un solo giorno dai tempi della Shoah, l’empatia del mondo è andata quasi solo ai palestinesi e non agli ebrei, che al contrario hanno visto crescere l’antisemitismo in maniera esponenziale.
Generalmente, essendo gli esseri umani degli animali sociali, siamo portati a pensare che l’empatia sia uno di questi sentimenti che ci rendono completi, permettendoci di aiutare chi ne ha bisogno invece di restare indifferenti al dolore altrui. Ma cosa succede quando esageriamo con l’empatia, facendone l’unica chiave di lettura della realtà e abbandonando l’uso della ragione per paura di apparire insensibili? È da questo presupposto che sembra partire un recente libro di Gad Saad, psicologo ebreo canadese nato in Libano, dal titolo Empatia suicida.
Da studioso della psicologia evoluzionista, Saad riconosce che l’empatia è fondamentale in determinati ambiti, come nelle relazioni affettive o nel rapporto medico-paziente. Tuttavia, spiega anche che l’empatia può degenerare, ad esempio quando qualcuno si preoccupa più per uno stupratore che per le sue vittime, pensando che il primo sia nato puro e innocente salvo poi venire corrotto dalla società in cui vive.
Un esempio di “empatia suicida” citato dall’autore riguarda i fatti del 7 ottobre 2023 e tutto ciò che ne è derivato. Nonostante quel giorno Hamas abbia commesso la peggiore strage di ebrei in un solo giorno dai tempi della Shoah, l’empatia del mondo è andata quasi solo ai palestinesi e non agli ebrei, che al contrario hanno visto crescere l’antisemitismo in maniera esponenziale.
Saad è stato testimone in prima persona di queste degenerazioni: dopo aver insegnato marketing per più di trent’anni alla Concordia University di Montréal, quest’anno si è trasferito negli Stati Uniti per accettare un incarico all’Università del Mississippi. Interpellato dall’agenzia di stampa JNS, ha motivato la sua decisione citando il crescente antisemitismo in Canada.
Un limite del libro è che la sua analisi si basa ampiamente sugli eccessi dell’ideologia woke avvenuti nei paesi anglofoni, per cui chi non conosce determinati episodi e fatti di cronaca potrebbe fare fatica a comprendere il contesto. Inoltre, un’altra difficoltà a capire deriva dal fatto che Saad fa spesso riferimento ai suoi precedenti libri, che sono stati dei bestseller in Canada e negli Stati Uniti ma a differenza di questo non sono mai stati tradotti in italiano.
In ogni caso, Empatia suicida offre degli spunti di riflessione importanti sulla direzione in cui stanno andando le società occidentali, mettendo in guardia dal precipizio in cui potrebbero finire.
Gad Saad, Empatia suicida. Morire per essere gentili, traduzione di Stanislao Leone, Liberilibri, pp. 336, 19,00 €.



