Festival della letteratura israeliana a Bologna

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A Bologna, dal 25 luglio al 1 agosto, Palazzo Poggi ospita il Festival di letteratura israeliana. Lo’ ha-kol havalim – Non tutto è vanità è organizzato dal Museo Ebraico di Bologna con il patrocinio di Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Ambasciata di Israele: una serie di quattro serate in cui attori come Ivano Marescotti, Ugo Pagliai e Gioele Dix leggeranno i grandi scrittori israeliani di ieri e di oggi, accompagnati dalle note del chitarrista Emanuele Segre.

Il titolo dell’evento, citato dai versi scritti da Natan Alterman parafrasando Qohelet, afferma la forte relazione che gli scrittori israeliani di ogni epoca riescono ad intessere con le proprie origini e le proprie tradizioni, esaltando nel presente il valore del passato e mettendo in risalto l’innata attitudine alla lettura critica dei testi, impegnati in un processo creativo e artistico che ha influenzato profondamente anche la realizzazione dello Stato e dell’identità contemporanea.

La letteratura israeliana, soprattutto negli ultimi anni, riscuote un grande successo internazionale, e anche in Italia diverse case editrici hanno in catalogo opere di autori d’epoca e stile differenti, dai più “classici”, come Shmuel Agnon e Binyamin Tammuz, ai contemporanei e popolari come Abraham B. Yehoshua, Meir Shalev, Amos Oz e David Grossman, fino alle voci della nuova generazione, come Edgar Keret, Nava Semel e Zeruya Shalev. Il Festival offre quattro incontri che affronteranno i diversi significati e ruoli dell’arte letteraria israeliana, dalla tradizione ebraica alla multiculturalità, rivelando un’ampia sfaccettatura di aspetti eterogenei che interagiscono tra di loro.

Mercoledì 25 luglio, durante la serata di apertura “Nella terra del desiderio dei Padri. Gli esordi della letteratura israeliana”, Gioele Dix leggerà Yosef Hayyim Brenner, Shmuel Y. Agnon e Binyamin Tammuz in un percorso che segue l’epoca del risorgimento nazionale di Israele, dove la figura principale è il Premio Nobel Shmuel Yosef Agnon (1888-1970), in parte ancora poco noto al pubblico italiano.

L’incontro di lunedì 30 luglio, dedicato alla musica, ospita il concerto jazz “Jewish Experience”, eseguito da Gabriele Coen con il quartetto Atlante Sonoro, una formazione tipica del jazz contemporaneo (sax, piano, contrabbasso e batteria) che reinterpreta il repertorio popolare ebraico e i caratteristici ritmi klezmer e sefarditi.

Nella serata di martedì 31 luglio, “Tra Gerusalemme e Tel Aviv: una nuova identità”, sarà la voce di Ugo Pagliai a leggere le parole di Abraham B. Yehoshua, Amos Oz e David Grossman, in una selezione di brani scelti per illustrare la non semplice costruzione della nuova identità ebraica, conseguenza degli eventi e dei drammi della storia, e la vita quotidiana legata al nascente Stato di Israele.

Nella serata conclusiva di mercoledì 1 agosto, “Tempo giovane: la nuova generazione di scrittori”, dedicata ai giovani scrittori israeliani, Ivano Marescotti leggerà le opere dei giovani scrittori israeliani Etgar Keret, Zeruya Shalev, e Nava Semel.

Tutti gli incontri si svolgono alle ore 21.30 presso il Cortile d’Ercole di Palazzo Poggi e sono ad ingresso libero.

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