Dall’autrice del successo “Wonder”, una graphic novel sulla Shoah

Libri

di Ilaria Myr
Il suo Wonder è stato un vero e proprio caso letterario: milioni di copie vendute in tutto il mondo, così come milioni gli spettatori che hanno visto l’omonimo film del 2017, con due splendidi Julia Roberts e Owen Wilson. Il successo della storia di Auggie Pullmann – il bimbo di 10 anni con una malformazione cranio-facciale causata dalla sindrome di Treacher Collins – è stato tale che l’autrice americana R.J. Palacio ha scritto, a grande richiesta dei fan, un sequel, che si è concretizzato in tre libri spin-off: A Wonder Story – Il libro di Julian, pubblicato a maggio 2015, A Wonder Story – Il libro di Christopher, nel gennaio 2016, mentre il terzo, A Wonder Story – Il libro di Charlotte, nell’ottobre 2016.

A questi si è aggiunta ora un’altra “Wonder Story”, intitolata Mai Più. Per non dimenticare e profondamente diversa dalle altre per stile, ambientazione e tema trattato. Si tratta infatti di una graphic novel ambientata nella Francia negli anni dell’occupazione nazista, con protagonista una bimba ebrea, Sara Blum, e la sua famiglia.

Ma qual è il legame con le altre storie legate al mondo di Wonder? È proprio Julian, il bullo che prende in giro Auggie, che è anche il nipote di una ormai invecchiata Sara Blum. È lui, nelle prime pagine del libro, a telefonare alla nonna per chiederle di raccontargli della sua infanzia durante la guerra. “Ho un’idea per la lezione di storia – le dice -. Devo scrivere un tema su qualcuno che conosco e voglio scrivere di te, Grandmère! Di quando eri piccola, durante la guerra”.

Ecco allora dipanarsi man mano, nelle bellissime tavole realizzate dalla stessa Palacio, la storia di Sara, bambina felice in un paesino della Francia del sud, dove va a scuola con le sue amiche. Anche lei ha, come il nipote Julian, un compagno che viene preso in giro da molti e ignorato da tutti, lei compresa: Julian, chiamato malignamente Tourteau (granchio) dai compagni per via della claudicanza causatagli dalla poliomelite. È proprio lui, con l’invasione nazista, ad aiutarla a salvarsi, nascondendola in un fienile fino alla fine della guerra. Sullo sfondo, il dolore della perdita dei genitori e degli amici, la guerra e la solitudine, con un unico sollievo: le visite serali di Julian – ha smesso di chiamarlo Tourteau – con cui nasce un rapporto unico. Una storia di indifferenza e orrore, ma anche di generosità (di Julian e della sua famiglia) e amore, vero messaggio di tutto il libro.

Del resto, i lettori attenti si ricorderanno di avere già letto la storia della Grandmère ne Il libro di Julian e di come fosse proprio il racconto della nonna ad avere spinto il ragazzo a chiedere scusa ad Auggie…

Una tavola della graphic novel 'Mai più'

Una tavola della graphic novel ‘Mai più’

“Di tutti i libri letti in vita mia, Il diario di Anna Frank è quello che mi ha influenzata di più, non solo come scrittrice, ma come persona – scrive in una nota finale l’autrice, sposata con un ebreo -. Alcuni potrebbero addirittura chiedersi se ho il diritto di raccontare una storia del genere, sia pure immaginaria, perché l’Olocausto non fa parte della mia storia. Secondo me però (…) tutti dovrebbero ricordare, insegnare, piangere quello che è stato perduto. I milioni di morti innocenti sono state le prime vittime, ma a essere attaccata è stata l’umanità in sé: l’essenza stessa di chi e che cosa siamo in quanto esseri umani. Non tocca solo agli ebrei fermare l’antisemitismo, ma spetta a tutti bloccarlo ogni volta che lo vedono risorgere. Questa è la mia opinione ed è per questo che ho scritto Mai più. Per me, in questo particolare momento storico, la sofferenza di una bambina separata dai genitori, costretta a fuggire e a vivere nella paura d’essere catturata è estremamente rilevante. C’è un legame tra passato e presente. Ci sono cose a cui dobbiamo sempre opporci, ovunque e comunque possiamo. E dato che sono una narratrice, Mai Più è il mio personale atto di resistenza”.

A coronare l’intento didattico e divulgativo del libro, molto adatto ai ragazzi, sono Molto utili, infine, le pagine finali con il glossario dei termini e degli eventi citati nel libro, così come un elenco di letture consigliate sul tema Shoah, una lista di “organizzazioni e risorse” che studiano l’Olocausto e lottano contro l’antisemitismo e l’intolleranza, e la bibliografia.

 

R.J. Palacio Mai Più. Per non dimenticare (Giunti, pp. 220, 20 euro)

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