Marina Nissim: «Cuba, identità in viaggio, una mostra per dar vita a geografie inattese»

Eventi

di Fiona Diwan

«Un viaggio a L’Avana nel 2015. Un gruppo di artisti cubani sorprendenti, pieni di talento e carica innovativa. Una realtà, quella di Cuba, complessa e feconda. Da questi tre elementi è nata l’idea di questa mostra. Sono rimasta talmente colpita da desiderare portare in Italia questo gruppo di giovani artisti e presentarli al pubblico milanese. Amo l’arte contemporanea e allestire questa mostra è stato una sfida e un piacere. Questi artisti e le loro opere sono un’esplosione di creatività, di vitalità. Mi auguro che i loro lavori risuonino nel cuore e nella mente dei visitatori, lasciando loro un ricordo carico di emozione». Così parla Marina Nissim, imprenditrice, collezionista e ideatrice di Soy Cuba? – Otto artisti cubani della scena contemporanea, una mostra ricca e assolutamente originale nel panorama dell’offerta milanese non solo per la vivacità dei contenuti ma anche per la cornice in cui la cosa è avvenuta: la Palazzina dei Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti inaugurata a Milano per l’occasione e finalmente aperta al pubblico dopo il restauro (la mostra è aperta fino al 19 novembre in via Carlo Botta 18, tutti i giorni dalle 16 alle 21, biglietto 8 euro intero, 6 euro ridotto, www.francoparenti.com).

«La Palazzina dei Bagni Misteriosi ritrova la luce: abbiamo rigenerato un luogo, lo abbiamo attraversato, interrogato, svelato. Qui, dove un tempo c’erano gli spogliatoi della piscina, oggi è possibile immaginare biblioteche, mostre, un luogo di contaminazioni, di intrecci, di confini, di attraversamenti. Un progetto per Milano, un luogo dove questa grande città possa rispecchiarsi», spiega Andrèe Ruth Shammah, direttore artistico e mente realizzativa di tutto il progetto di riqualificazione. Nata inoltre dalla volontà dei tre soci della Galleria Continua – Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi, Maurizio Rigillo-, la mostra si colloca nel solco di un’attività quasi trentennale, per dar vita a nuove forme di dialogo tra geografie inattese, per nutrire un legame tra passato e  futuro in una linea che colleghi l’arte di ieri a quella di oggi nelle peculiari declinazioni delle realtà dei vari Paesi e dei cinque continenti.

La mostra su Cuba

Curata dalla critica d’arte Laura Salas Redondo, la mostra presenta un ventaglio di opere molto interessanti e differenti per linguaggio e modo di declinare il macrotema dell’identità: ogni opera racconta una microstoria a sé stante usando tecniche e materiali molto diversi. «Cuba è oggi una società in mutazione in un mondo globalizzato, e allo stesso tempo continua a essere l’ultima traccia di Guerra Fredda nella storia contemporanea», spiega la curatrice Salas Redondo. Nati tutti negli anni Ottanta, il gruppo degli otto giovani artisti presenta un’omogeneità generazionale unica, testimoni del fermento di un Paese che cambia, tra cascami del passato e paura del futuro, senso di appartenenza e voglia di rompere perimetri e schemi: Alejandro Campins, Elisabet Cervino, Susana Pilar, Leandro Feal, Osvaldo Gonzalez Aguiar, Luis Enrique Lopez Chavez, Reyner Leyva Novo, Josè Yaque. Tutti e otto gli artisti hanno ragionato su uno dei temi clou del nostro tempo: il concetto di identità in un mondo globale, identità forti, identità deboli, in movimento o in ripiegamento, in divenire o imbalsamate… Identità come qualcosa che si arricchisce, si trasforma, muta riflettendosi nello specchio di realtà cangianti e di un’attualità scottante, con i suoi eroi e anti-eroi, da Fidel Castro a Putin, da Hugo Chavez a Martin Luther King…

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