La conferenza a Festivaletteratura in ricordo di Agnes Heller

L’eredità spirituale di Agnes Heller. Il ricordo delle filosofe Laura Boella e Donatella Di Cesare al Festivaletteratura di Mantova

Eventi

di Paolo Castellano
MANTOVA, dal nostro inviato -. Scomparsa nemmeno 2 mesi fa all’età di 90 anni, la filosofa e scrittrice ebrea ungherese Agnes Heller è stata ricordata durante un dibattito organizzato dal Festivaletteratura di Mantova, che si è svolto il 7 settembre presso la Basilica palatina di Santa Barbara. L’evento commemorativo ha ospitato le testimonianze delle filosofe e docenti universitarie Laura Boella e Donatella Di Cesare, moderate dal giornalista e ricercatore Marco Filoni.   

Filoni ha espresso gratitudine per l’opera filosofica di Agnes Heller e ha svelato che gli organizzatori del festival avevano organizzato da tempo un incontro con la filosofa ungherese. Il giornalista ha poi ricordato che Agnes Heller amava nuotare nel lago Balaton in Ungheria e che la sua morte in acqua possa inserirsi in quella convinzione degli antichi che sostenevano che la morte di un essere umano fosse il compimento della sua vita. Agnes Heller se n’è andata esprimendo fino all’ultimo la sua vivacità e voglia di vivere. Le sue opere, come ha sottolineato Donatella Di Cesare, hanno insegnato alle successive generazioni a riconoscere il potere nel consumismo, innescando una resistenza per ridare senso alla vita. Agnes Heller infatti sosteneva che la rivoluzione poteva iniziare sin da subito, rivalutando la vita quotidiana come lotta politica. 

«Ho conosciuto da studentessa Agnes Heller mentre facevo delle ricerche per la mia tesi. Era una donna instancabile, loquace e vitale. Come diceva Hanna Arendt, il chi di una persona, che si distingue dal che cosa, si scopre solo dopo la morte», ha dichiarato Laura Boella. La docente-filosofa ha inoltre descritto la grande disponibilità dell’intellettuale ungherese nei confronti dei giovani studenti. «Scrissi una lettera in francese ad Agnes Heller e lei mi rispose. Non fu uno scambio lunghissimo ma poi lei mi ospitò a Budapest per consentirmi di visitare l’archivio di György Lukács, oggi blindato e depredato. Mi offrì anche la sua casa a New York mentre lavoravo sulla Arendt». Agnes Heller ha infatti ricoperto la cattedra all’Università di New York intitolata ad Hanna Arendt. 

Donatella Di Cesare ha invece affermato di aver conosciuto la filosofa ungherese durante un congresso sulla fenomenologia negli Stati Uniti. «Agnes Heller era fisicamente piccolina e sembrava molto fragile. Invece era una donna molto forte, con un passato doloroso», ha detto Donatella Di Cesare aggiungendo che Agnes Heller sopravvisse alla Shoah per puro caso. I nazisti avevano infatti deportato gli ebrei che si trovavano attorno alla città di Budapest, risparmiando quelli che vivevano in città. «Sono convinta che Agnes Heller non ci abbia raccontato tutto. Si percepisce un grande non-detto. Con la sua morte si è portata appresso tutto il suo non-detto», ha poi aggiunto la relatrice.

Donatella Di Cesare ha poi dichiarato che alla filosofa ungherese piaceva molto viaggiare e che parlava diverse lingue. La sua lingua di riferimento era il tedesco con un forte accento austriaco, ereditato probabilmente dal padre, avvocato ebreo austriaco coltissimo, a cui Agnes Heller era estremamente affezionata. È stata inoltre un’esule, ma al contrario di altri sopravvissuti, ha sempre rifiutato di sentirsi una vittima e non permetteva agli altri di considerarla una sopravvissuta. Anche Laura Boella ha confermato la volontà della filosofa ebrea di non omologarsi alle mode che determinano il successo: «Non solo Agnes Heller si è rifiutata di apparire come una vittima ma non ha accettato nemmeno l’etichetta di dissidente, prima da critica marxista e poi post-marxista». 

La sua capacità di confronto e dialogo furono inoltre fuori dal comune: «Oggi noi viviamo in una società dove è più difficile dialogare con persone che pensano diversamente. Io e Agnes Heller non eravamo d’accordo su diversi punti, ma si percepiva il fatto che lei conversava pensando e credendo che l’altro potesse avere ragione», ha affermato Donatella Di Cesare.  

Agnes Heller è stata inoltre una voce che si è espressa sui problemi dell’attualità politica. Non ha avuto remore nel criticare l’emergente populismo autoritario europeo e nel proporre nuove ricette per risolvere la crisi tra i vari stati dell’Unione europea. In tal senso, Donatella Di Cesare ha parlato di una “connessione tra vita e pensiero” e ha fatto notare che la filosofa ungherese è riuscita a guadagnarsi uno spazio pubblico che ancora oggi è difficile da raggiungere per una donna. «Oggi le donne non riescono ad avere voce e magari vengono anche insultate quando cercano di esprimersi», il commento della Di Cesare.  

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