Inaugurato il MuMeSe, Museo Memoriale di Sciesopoli Ebraica, Casa dei bambini di Selvino

Eventi

di A. S.

È nato il MuMeSe, Museo Memoriale di Sciesopoli Ebraica – Casa dei bambini di Selvino. Ieri, 27 ottobre, in un’affollata cerimonia nel Municipio di Selvino è stato presentato un prezioso lavoro che racconta una storia ebraica di rinascita e di speranza. Infatti, tra il 1945 e il 1948 a Selvino, nella colonia chiamata Sciesopoli, furono accolti 800 bambini e ragazzi ebrei scampati alla Shoah.

Il Museo Memoriale, come hanno voluto ricordare i numerosi oratori, è un punto di partenza. Il grande edificio,  costruito nel 1932-33 dall’architetto Paolo Vietti Violi e intitolato all’eroe del Risorgimento Amatore Sciesa, fu utilizzato fino al 1943 dai “Figli della lupa”. Per un gioco della sorte lo stesso edificio divenne dal 1945 al 1948 luogo di nuova vita prima della partenza dei ragazzi per il neonato Stato d’Israele. Dal 1948 al 1985 l’edificio fu utilizzato come scuola-sanatorio per i bambini di classi disagiate e poi, tra il 1979 e il 1985, come “Scuola natura” del Comune di Milano. Infine fu messo in vendita e oggi appartiene a un privato. Il Mibac nel 2015 ha vincolato l’edificio per salvaguardarne la struttura architettonica (quattro padiglioni in stile razionalista) e la storia straordinaria che questo edificio, anche se in abbandono, ancora racconta. In attesa di un futuro tutto da inventare.

Il Museo Memoriale, in un’unica stanza ospitata all’ultimo piano del Municipio con l’allestimento degli architetti Giovanna Latis e Andrea Costa, racconta tutta questa storia. L’esposizione parte con una grande mappa che spiega come dai campi di sterminio questi ragazzi siano arrivati a Selvino, trovando salvezza e accoglienza da parte della popolazione locale. Si passa poi al racconto della Sciesopoli Fascista (1924/1943), alla Sciesopoli Ebraica (1945/1948), alla Sciesopoli Assistenziale (1948/1985). Non mancano foto, immagini d’epoca, documenti e un video. Ma il visitatore, entrando, è colpito da quattro grandi stele in legno che occupano il centro della sala: su queste sono incisi gli 800 nomi dei bambini e ragazzi che trovarono salvezza in questo piccolo centro montano lombardo.

La cerimonia del taglio del nastro, da parte del Sindaco Diego Bertocchi, ha concluso una serie di interventi guidati con simpatia da Virgina Magoni. Nel teatro hanno infatti parlato i componenti del gruppo di lavoro e le numerose autorità presenti in sala. Tra queste Milo Hasbani in rappresentanza della Comunità ebraica di Milano, Giorgio Mortara dell’Ucei, Marco Cavallarin del Cdec, Annie Sacerdoti della Fondazione Beni culturali ebraici in Italia. In sala Roberto Jarach presidente del Memoriale della Shoah – Binario 21. Al taglio del nastro è stata ricordata la Senatrice Liliana Segre. Il Museo Memoriale sarà aperto ogni sabato e domenica e su prenotazione.

 

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