Pietre d'inciampo a Monza

Il Giorno della Memoria a Monza e Brianza

Eventi

di Ilaria Ester Ramazzotti
Un ventaglio di iniziative e commemorazioni è in calendario fra Monza e Brianza in occasione del Giorno della Memoria 2020. Riportiamo alcuni degli eventi svolti.

Ventuno pietre d’inciampo saranno complessivamente posate sul territorio brianzolo nel periodo compreso fra la metà di gennaio e i primi di febbraio, a cura del Comitato Pietre d’inciampo di Monza e Brianza, composto da diciassette Comuni del territorio, insieme a ANED, ANPI e all’associazione Senza Confini, con il coinvolgimento degli studenti delle scuole locali.

La prima cerimonia di posa si è svolta il 16 a Monza in via Prina, nel quartiere San Biagio, dove abitavano i coniugi Alessandro Colombo e Ilda Zamorani, ebrei italiani originari di Pitigliano e di Ferrara, deportati e morti ad Auschwitz nel 1943. “La memoria è un vaccino che ci fa essere cittadini migliori” ha detto il sindaco di Monza Dario Allevi citando la senatrice Liliana Segre.

A Lissone, il 25 gennaio è stata celebrata al civico 8 di via Matteotti la posa della pietra alla memoria dell’antifascista Attilio Mazzi, morto nel campo di concentramento di Gusen il 9 aprile 1945.

A Limbiate, dal 26 gennaio una pietra d’inciampo posta all’ingresso del Municipio, in via Monte Bianco, ricorda Elda Levi Gutenberg, limbiatese ricoverata presso l’ospedale psichiatrico di Mombello e poi deportata a Bolzano.

A Desio, sempre il 26 gennaio due pietre di inciampo sono state poste in corso Italia in ricordo di Lea e Anna, nascostesi nella città brianzola e in seguito assassinate ad Auschwitz: Lea Ellert Haselnuss nata nel 1882 e Anna Haselnuss nata nel 1915, ebree, furono arrestate a Desio nel 1943, incarcerate a San Vittore e poi deportate ad Auschwitz, dove morirono il 6 febbraio del 1944. La figlia di Anna, Yehudith, fu salvata da una famiglia desiana, i coniugi Cattaneo, che riuscirono a convincere che fosse figlia loro. “Ricordiamo due desiane adottive – ha commentato il Sindaco di Desio Roberto Corti -, arrestate a Desio e uccise in un campo di concentramento nazista solo perché erano ebree. Ricordiamo anche il coraggio dei coniugi desiani, i Cattaneo, che non hanno voluto girare la faccia dall’altra parte, salvando la figlia di Anna, Yehudith [coniugata Kleinman ndr], che oggi vive a Tel Aviv e che aspettiamo al più presto a Desio per poterla abbracciare”.

Il sindaco di Monza Dario Allevi durante la cerimonia per il Giorno della memoria

Il sindaco di Monza Dario Allevi durante la cerimonia per il Giorno della memoria

Le celebrazioni del 27 Gennaio a Monza

Le celebrazioni commemorative organizzate a Monza si sono aperte alla stazione ferroviaria della città, luogo di deportazione durante gli anni della guerra. Al Teatro Manzoni si è poi svolta, a cura della Prefettura di Monza e per mano del prefetto Patrizia Palmisani, la consegna delle medaglie d’onore ai familiari di 25 cittadini militari e civili deportati nei lager nazisti.

Unico superstite a ritirare personalmente il riconoscimento è stato Anacleto Caprotti, di 97 anni. “Una storia, la sua, da raccontare e tramandare alle nuove generazioni – ha detto il sindaco Dario Allevi -. Senza retorica, infatti, ma in modo semplice e con il cuore abbiamo il dovere di coltivare questa memoria con le storie di chi questi drammatici momenti li ha vissuti sulla propria pelle ma anche coltivando in città piccoli semi d’amore come il Bosco della Memoria, l’intitolazione della Scuola di Agraria del Parco ad Aurelia Josz e le pietre d’inciampo dedicate ad Alessandro Colombo e a sua moglie Ilda Zamorani”.

Proprio durante l’apertura delle celebrazioni, la presidente ANED di Sesto San Giovanni e Monza Milena Bracesco ha reso noto che il Bosco della Memoria di via Messa, inaugurato il 27 gennaio del 2019, è stato vandalizzato fra il 26 e il 27 gennaio scorsi. “Io personalmente, ma tutti noi di ANED, i soci di ANPI e le tante realtà che hanno sostenuto il progetto [che era inizialmente previsto al Parco di Monza ndr] siamo arrabbiati e amareggiati”, ha commentato Bracesco al Cittadino MB. Qualcuno ha divelto il pannello dedicato al lager di Dachau e ha cercato di sollevarne il basamento. «Non pensavo che ci fosse qualcuno in grado di commettere una simile azione: temevo qualche atto di vandalismo, qualche ragazzata. Ma questi gesti sembrano premeditati: ci sembra che ci sia stata dell’intenzionalità”.

Conferenza su Auschwitz alla Biblioteca Triante

È in agenda il 28 gennaio alle 18 alla Biblioteca Triante, in via Monte Amiata a Monza, l’incontro “L’odore del fumo. Auschwitz è storia di oggi?” a cura del professor Raffaele Mantegazza, docente di Scienze Umane e Pedagogiche all’Università Bicocca.

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