Da sinistra EWster Molho, la madre Iris Bassano e Dino Molho

Due destini, una città. Dino Molho e Dario Molho, le tracce negli archivi di Milano (1938-1991) in mostra al Memoriale della Shoah

Eventi

di R.I.
Attraverso documenti d’archivio, le vite parallele di due ragazzi ebrei milanesi dai destini opposti raccontano il volto quotidiano della persecuzione. Un’iniziativa di Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC. (Nella foto Iris Bassano con i figli Ester e Dino Molho)

 

Dal 5 marzo al 5 aprile 2026 il Memoriale della Shoah di Milano ospita la mostra documentaria Due destini, una città. Dino Molho e Dario Molho, le tracce negli archivi di Milano, promossa dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC, a cura di Patrizia Baldi e Saverio Colacicco.

L’esposizione racconta, attraverso documenti provenienti da archivi pubblici e privati – scuole, uffici comunali, istituzioni statali – le vicende di Dino Molho e Dario Molho, due ragazzi ebrei milanesi, coetanei, le cui vite furono travolte dalla persecuzione antiebraica.

All’inizio i loro percorsi sembrano sovrapporsi: crescono nella stessa città, frequentano la scuola, subiscono l’improvvisa esclusione imposta dalle leggi razziali fasciste del 1938. Ma dopo l’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale e, soprattutto, dopo l’autunno del 1943, le loro traiettorie divergono. Uno riuscirà a salvarsi. L’altro verrà deportato e morirà ad Auschwitz- Birkenau.

Seguendo in parallelo le loro storie, la mostra restituisce concretezza al processo persecutorio, mostrando come la Shoah non sia stata un evento improvviso e astratto, ma un meccanismo punteggiato di atti amministrativi, esclusioni progressive, spoliazioni, responsabilità istituzionali e comportamenti individuali che, passo dopo passo, determinarono destini opposti.

Il progetto nasce da due ricerche storiche – della Fondazione CDEC e dell’Università degli Studi di Milano – e ha dato vita al laboratorio didattico Dino e Dario. Due ragazzi nella Shoah, rivolto agli studenti dai 10 ai 18 anni per avvicinarli alla storia attraverso biografie e documenti.

La sede stessa della mostra ha un valore emblematico. All’ingresso del Memoriale, quattro teche accolgono i visitatori sotto la scritta “INDIFFERENZA”. È da questo luogo che il 9 giugno 1944 partì il convoglio che condusse Dario Molho e sua madre al campo di Fossoli e, il 26 giugno 1944, ad Auschwitz-Birkenau. Il percorso espositivo si sviluppa così nello spazio della memoria, trasformandolo in occasione di conoscenza e responsabilità.

La mostra sarà inaugurata il 5 marzo 2026, in occasione della Giornata europea dei Giusti, istituita dal Parlamento Europeo nel 2012. Una scelta non casuale: l’iniziativa intende raccontare la salvezza come processo e non come singolo evento, dando voce anche a un “salvo”, Dino Molho, e integrando la prospettiva che tradizionalmente, in questa ricorrenza, pone l’accento sulle figure dei soccorritori.

Ad accompagnare l’apertura al pubblico, giovedì 5 marzo alle 18.00 ci sarà un importante intervento di Bruno Maida, (Professore Associato, Storia Contemporanea, Università degli Studi di Torino).

Prenotazioni su eventi@memorialeshoah.it