L’Austria Felix delle donne fotografe ebree

Arte

Madame d’Ora, Trude Fleischmann, ma anche Edith Tudor Hart, Hilde Zipper-Strnad, o Claire Beck: note o meno note, queste donne della Vienna d’inizio Novecento, erano tutte fotografe e tutte ebree.
La mostra che si è aperta un mese fa al Museo ebraico di Vienna e che rimarrà aperta fino al marzo 2013, è dedicata proprio a loro. In “Vienna’s Shooting Girls. Jüdische Fotografinnen aus Wien” – questo il titolo della mostra – sono esposte infatti le opere di circa 40 fotografe ebree che fecero successo come fotografe professioniste, nel campo della ritrattistica come della moda, del teatro, della danza. Prese nel loro insieme, offrono una visione insolita di Vienna e della storia della  fotografia dei primi decenni del Novecento.

Madame d’Ora, ovvero Dora Kallmus, nel 1905 fu la prima donna ad essere accettata dall’associazione dei fotografi austriaci, e la prima a cui fu dato accesso ai corsi del Graphischen Lehr- und Versuchsanstalt. Nel 1908 fece un ritratto al pittore Gustav Klimt e nel 1916 in piena guerra, le fu chiesto di ritrarre l’incoronazione del Kaiser.

Trude Fleischmann è rimasta famosa per i ritratti di Karl Kraus, di Albert Einstein, Stefan Zweig, di Alban Berg e di molti degli intellettuali della Vienna degli anni ’20. La sua carriera di fotografa è considerata oggi uno dei simboli dell’indipendenza e dell’emancipazione femminile del Novecento.

Dora Kullman e Trude Fleischmann tuttavia, sono solo due degli esempi, i più noti, di un fenomeno e di una passione molto in voga fra le giovani donne ebree della Vienna della “belle epoque” e degli anni del primo dopoguerra.
Sfogliando giornali e riviste dell’epoca della Prima Repubblica, ci si rende conto, o meglio si ha la sensazione di una Vienna centro del mondo non solo per i suoi scrittore e pittori, e intellettuali, ma anche per un’attenzione tutta particolare all’universo del femminile. E alla formazione di questa immagine, contribuì anche la diffusione delle opere, dei ritratti, delle fotografie di moda, o alle sperimentazioni artistiche, delle numerose fotografe dell’epoca, molte delle quali erano provenivano da liberali famiglie ebraiche viennesi.

L’istruzione superiore e la formazione professionale avevano una lunga tradizione nel  mondo ebraico, e la carriera era sempre più importante per le donne. La fotografia, in questo senso, è stata un compromesso di successo e di grande attrazione – perchè non richiedeva titoli accademici – non facili da ottenere a quell’epoca per le donne – e perchè gli studi fotografici potevano facilmente essere allestiti anche in casa e l’unico investimento significativo era l’attrezzatura.

Dai ritratti alla moda, la fotografia offrì alle donne dell’epoca, reali possibilità di successo e di importanti riconoscimenti sul piano artistico. L’idillio per molte di esse tuttavia si interruppe bruscamente nel 1938 con l’annessione dell’Austria alla Germania: molte lasciarono Vienna, i loro studi fotografici, le loro carriere. Alcune riuscirono a proseguire le loro ambizioni professionali all’estero – come fu nel caso della Kullman o della Fleischmann – altre abbandonarono la fotografia e forse anche la speranza di poter tornare ai loro studi.

“Vienna’s Shooting Girls. Jüdische Fotografinnen aus Wien”
Jewish Museum Vienna
Dorotheergasse 11
1010 Vienna
23 ottobre 2012-  3 marzo 2013

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