Kosher internet: una serata istruttiva per genitori e bambini

Scuola

di Jonathan Misrachi

Affacciarsi al mondo della rete è una questione delicata per chiunque quando c’è da imparare da zero. Per chi lo ha fatto gradualmente, i più anziani, i pericoli sono comunque dietro l’angolo ma per i più piccoli la faccenda è molto più spinosa: è come affidare una Ferrari ad un neo-patentato: può andare dove vuole, può farlo in maniera facile e veloce, ma rischia di sbattere e una volta che succede non sa a chi rivolgersi. Per questo motivo, il Gruppo Horim – Genitori Scuola Ebraica assieme agli insegnanti, ha presentato “Kosher Internet”, una serata d’informazione e confronto con educatori, insegnanti ed esperti per comprendere assieme come muoversi nel far cogliere le potenzialità di Internet e dei Social Network alle nuove generazioni evitando gli svariati pericoli che questo mondo può presentare.

La serata, organizzata il 19 maggio da Vittorio Modena, Miriam Friedenthal, Timna Colombo e Naghmeh Etessami del Gruppo Horim e le quinte elementari coi relativi insegnanti è stata divisa in due parti. Durante la prima, dopo i saluti di Miriam Friedenthal e della coordinatrice didattica Claudia Bagnarelli, Vittorio Modena, coordinatore del progetto Internet, ha illustrato il piano dell’iniziativa raccontando le attività svolte e i traguardi futuri: «Dopo qualche incontro di confronto fra genitori ed insegnanti per capire come strutturare il programma, come introduzione all’argomento abbiamo voluto coinvolgere due giovani del liceo della Scuola, Andrea Tedeschi e Beni Hakimian che hanno tenuto dei corsi alla quinta elementare. Come idea centrale del progetto c’è stata la realizzazione del blog dammi1cinque». Quest’ultimo, raccontato dalla morà Elena Catella è il cuore del lavoro didattico, un blog in cui la diffusione di opinioni e l’approfondimento di certi temi suggeriscono il modo esemplare di come ci si muove nella rete.

Dal blog dammi1cinque:
Internet ha tanti vantaggi, ci permette di comunicare con chiunque, di fare ricerca su tutto e di trovare tutte le informazioni che vogliamo. Così noi ragazzi di quinta elementare abbiamo deciso di imparare a sfruttarla al meglio: ci darà una marcia in più rispetto alle generazioni passate. Però sappiamo anche che ci sono dei pericoli nell’utilizzarla troppo o male e ci faremo guidare da esperti per evitarli. Non vogliamo essere vittime di un cattivo uso della rete, né vogliamo essere noi a causare danni. Questo Blog ci aiuterà a conoscere la rete e a imparare a utilizzarla con efficienza e in sicurezza, ma soprattutto con tanto rispetto per gli altri!

La seconda parte della serata, mentre i ragazzini delle quinte elementari si sono spostati nel laboratorio informatico a scrivere un codice di comportamento per “una bella vita online”, era rivolta solo ai genitori. Per l’occasione hanno preso la parola due esperti del settore, Ivano Zoppi, Presidente della Cooperativa Sociale Pepita Onlus ed educatore e Marisa Maraffino, avvocatessa specializzata in questioni legali del web. Con i due esperti, i genitori presenti nell’Aula Magna, hanno potuto approfondire gli eventuali problemi che i ragazzi possono incontrare: «In Italia ci si sta concentrando troppo sul cyberbullismo (atto aggressivo mediante la rete) o il sexting (diffusione di immagini intime) intesi come problemi separati, ma il problema vero sta alla radice, nell’abuso della tecnologia: dobbiamo riempire il tempo dei nostri ragazzi ed educarli a saperlo sfruttare – afferma l’educatore Ivano Zoppi -. Il problema dei ragazzi con internet non è di cyberbullismo, ma di affermazione della propria identità».

Diverse le domande dal pubblico anche in occasione dell’intervento dell’avv.essa Marisa Maraffino, soprattutto sulle modalità di monitoraggio e controllo che istituzioni di educazione come la famiglia e la scuola devono fornire: «Il modo in cui ci si approccia ad internet è importante, poiché questa è una risorsa unica. Ma questa risorsa nasconde anche innumerevoli tipi di reati che vengono commessi quotidianamente e spesso mal puniti. Educare significa dare al ragazzo gli strumenti per la sua personalità e la sua vita, non solo regole e punizioni».
L’avvocatessa ha avuto modo di raccontare anche di un suo progetto passato con la Procura e l’Università Cattolica per aiutare gli adulti vittime di reati sul web: «Non parlare di ciò che succede è un comportamento umano per tutti e per i bambini a maggior ragione. Sono proprio i lavori come il vostro che suggeriscono la strada dell’attenzione a riguardo, un’attenzione di precauzione che deve essere accompagnata da una supervisione chiara e completa da parte vostra» ha affermato rivolgendosi ai genitori.

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Una volta tornati dal laboratorio, i futuri navigatori del web hanno presentato il loro codice di comportamento (foto allegata) prima di andare a dormire dopo una serata ben riuscita e sicuramente costruttiva:

I 5 consigli per una bella vita online:

  • Controllo e sto attento a quello che faccio
  • Trovo qualche cosa che non è digitale ma che mi appassiona
  • Darsi un tempo preciso per le attività sullo schermo
  • Uso solo i programmi adatti alla mia età
  • Stare attenti alle informazioni personali che diamo

 

@jonnyMisra

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