Dopo Crans un progetto per riconoscere i rischi e proteggersi dai pericoli nei luoghi quotidiani

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di Comunicazione Scuola
L’obiettivo è accrescere le competenze psicologiche e situazionali degli studenti affinché siano in grado di cogliere gli indicatori di rischio e mettere in campo comportamenti efficaci di fronte alle minacce. In primis, quella del fuoco.

«Una tragedia può lasciarci soltanto una ferita. Oppure può diventare un’occasione per imparare a riconoscere il pericolo nei luoghi in cui viviamo ogni giorno». Così il professor Fabio Sbattella, psicologo e docente all’Università Cattolica nonché coordinatore di un’unità di ricerca dedicata alla psicologia dell’emergenza e all’intervento umanitario, ha sintetizzato il senso del progetto Accendere e spegnere il fuoco: psicologia della protezione e del coraggio che partirà a febbraio per tutti gli studenti del tecnico e dello scientifico.

Accrescere le competenze situazionali

Il progetto è nato dal confronto dell’assessore alle scuole Dalia Gubbay e del preside Marco Camerini con Sbattella e il suo team all’indomani della tragedia di Crans Montana. L’obiettivo è accrescere le competenze psicologiche e situazionali degli studenti affinché siano in grado di cogliere gli indicatori di rischio e mettere in campo comportamenti efficaci di fronte alle minacce. In primis, quella del fuoco.

Una tragedia di grande risonanza

Il rogo di Crans ha turbato il mondo: «Non è purtroppo l’unica tragedia, ma ha avuto una risonanza enorme: era il primo dell’anno, c’erano tanti ragazzi, le immagini sono state diffuse ovunque. L’immaginario collettivo ne è stato profondamente colpito» ha osservato Sbattella aprendo la presentazione del progetto il 4 febbraio in Aula Magna. Anche nella comunità ebraica milanese quel dramma ha risuonato con forza, richiamando alla memoria un altro momento in cui la festa è divenuta tragedia. Ed è stato proprio all’indomani del 7 ottobre che la Scuola ha cominciato a collaborare con Sbattella per un progetto di supporto psicologico agli studenti e alla comunità educante.

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