Parole e immagini per raccontare gli Ebrei d’Egitto

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di Redazione

Un pappagallo di nome Tesoro è stato il protagonista del cortometraggio di Renato Assin che ha aperto la serata dedicata alla comunità ebraica egiziana al Teatro I.

Un “tesoro” metaforico del grande patrimonio che questa realtà ha sviluppato in secoli di permanenza soprattutto nelle città di Alessandria e del Cairo. A differenza di altri paesi arabi, qui gli ebrei costituivano una elite riconosciuta del paese.

In epoca contemporanea esprimevano ministri, giudici, costituzionalisti, industriali. Gestivano la Borsa e i grandi magazzini, e contribuivano alla crescita delle arti del paese (in primis col cinema), all’informazione (i giornali), e allo sport. Tutto questo è emerso in una bellissima selezione di foto sia private sia degli archivi CDEC, che sono state commentate da Daniel Fishman e Solly Cohen, accompagnati dalle musiche tradizionali curate da Manuela Sorani e Daniele Cabibbe, e dalle immagini del documentario di Ruggero Gabbai, dedicato ai destini degli ebrei egiziani in seguito al loro esilio.

Una piacevole serata, una “chicca” all’interno del più ampio palinsesto che il Comune di Milano ha curato nella 3a edizione di Milano Mondo, quattro mesi di attività dedicate all’Egitto contemporaneo.

(Foto Elia Bassous)

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