L’insediamento del nuovo rabbino

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Alla presenza di Rav Shelomò Moshé Amar, Rabbino Capo Sefardita di Israele, domenica 18 settembre (14 di Elul 5765) si è tenuta la cerimonia di insediamento del nuovo Rabbino Capo di Milano, Rav Alfonso Arbib, presso il Tempio Centrale Hechal David uMordechai, in via Guastalla 19. E’ stata anche l’occasione, per tutta la comunità milanese, di rivolgere un saluto a Rav Giuseppe Laras, che l’ha guidata per 25 anni.

Rav Arbib vuole lavorare per creare un fattivo clima di concordia e armonia che permetta di costruire una Comunità sempre più unita e più forte. Il compito fondamentale di una Comunità è, secondo Rav Arbib, l’educazione ai valori e alla vita ebraica; ma anche quello di creare le condizioni perché possa esternarsi l’identità ebraica di ciascuno.

Nei suoi progetti c’è un Ufficio rabbinico centrale efficiente e importante in via Guastalla. Il complesso del Tempio maggiore deve rimanere il luogo delegato allo svolgimento e rafforzamento delle attività educative e didattiche. La scuola è un secondo elemento centrale, inscindibile dalla futura azione dell’Ufficio rabbinico.

La disponibilità al colloquio sembra un punto irrinunciabile per il nuovo rabbino capo. “Bisogna saper ascoltare; ogni richiesta deve aver valore da chiunque provenga; bisogna saper parlare con tutti per capire problemi ed esigenze di ognuno; non bisogna chiudere mai la porta a chi si rivolge a noi”.

Per quanto riguarda i rapporti con Israele, Rav Arbib si propone di incrementare i contatti con le istituzioni culturali israeliane e di sviluppare progetti di miglioramento della conoscenza della lingua ebraica, a cominciare dalla scuola, e della storia dello Stato di Israele, del sionismo e della realtà israeliana.

“Il compito che ci aspetta è particolarmente arduo”, ammette rav Arbib ma aggiunge: “Parafrasando Rabbi Tarfon dal trattato di Avot: Non sta a noi finire il lavoro, ma non siamo neppure liberi di ritirarci”.

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