I diritti della donna nella Torà

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È il 42° anno che l’Associazione Mondiale della Wizo lancia a tutte le sue federazioni nel mondo un tema biblico da studiare. Quest’anno il tema, molto sentito, verteva su “I diritti della donna nella Torà”.
La sezione di Milano lo ha degnamente trattato invitando a parlarne, come ospite d’onore, Amira Meir, consorte di S E Gideon Meir, Ambasciatore d’Israele in Italia. Amira Meir è docente di Bibbia al Hebrew Union College di Gerusalemme; l’altro illustre relatore era Haim Baharier, ben noto studioso di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico.
La sala dell’Adei Wizo è stracolma: Susanna Sciaky fa gli onori di casa salutando gli oratori e il pubblico e leggendo un messaggio inviato dalla presidente Rirì Fiano, assente per ragioni di salute. Rivolge poi un saluto speciale a Mara e Sergio Della Pergola, intervenuti ad assistere all’evento, dedicato alla memoria della loro mamma Adelina Della Pergola, al cui nome verrà poi scoperta una targa.

Laura Rocca sottolinea l’importanza del tema biblico di quest’anno e dello speciale significato che riveste per noi, come donne appartenenti a un’associazione femminile ebraica. Ricorda di come la Wizo in Israele abbia contribuito con grande fermezza alla promulgazione di leggi a favore dei diritti della donna, leggi moderne che sono entrate a far parte dell’ordinamento giuridico del governo israeliano: Legge per l’uguaglianza dei diritti della donna (1951); Legge di successione (1965); Legge sulla comunione dei beni (1974); Legge della pensione alimentare (1982: più nota come “Legge della Wizo).
Ora, si leva la voce vellutata di Sabra Del Mare, che legge pagine dal “Cantico dei Cantici” dove si esalta l’amore tra uomo e donna, in un’atmosfera idilliaca e conturbante dalla quale siamo tutti presi.
Ed è in questa particolare atmosfera che Laura Rocca invita Amira Meir a prendere la parola.
È sempre disponibile, esordisce l’oratrice, a prendere parte a eventi, ma questa volta ha accettato con particolare piacere l’invito ad esporre i suoi commenti sull’argomento biblico, oggetto della sua professione e argomento caro al suo cuore. Infatti, nella Bibbia vi sono straordinarie storie di donne altrettanto straordinarie per la loro determinazione, per il loro coraggio, per il loro buon senso. È vero, soggiunge, che la Bibbia non dà molto spazio al mondo femminile: le donne sono sempre nominate come “la moglie di…”, raramente col loro nome . Ma nel contesto del racconto si intravede l’importanza del ruolo della donna accanto al suo uomo, o pronta ad agire anche in antagonismo con lui per appianare situazioni incresciose o sventare pericoli incombenti.
Un esempio per tutti è la storia di Tamar, nuora di Giuda (cap. 38 della Genesi), rimasta vedova del primo, poi del secondo figlio di Giuda. Secondo la halachà, Tamar dovrebbe sposare il terzogenito, ma Giuda non ha il coraggio di autorizzare questo matrimonio. Tamar allora si cela sotto le vesti di prostituta, giace con il mancato sposo e genera un figlio, che non viene riconosciuto. Tamar a questo punto si manifesta, mostrando un coraggio eccezionale (rischia la pena di morte) e riesce a far riconoscere suo figlio e a fargli acquisire i suoi giusti diritti.

Oggi la società moderna dà, sulla carta, uguali diritti a uomini e donne, ma non bastano le leggi, conclude l’oratrice: ci vuole la volontà di considerare pari opportunità per le donne e abbattere i privilegi che la mentalità maschile ha difficoltà ad abbandonare.
Amira Meir vuole concludere elogiando la Wizo a cui quest’anno è stato assegnato il “Premio d’Israele”, considerata la più grande associazione femminile al mondo che lotta per la dignità della donna nella società.

Laura Rocca introduce il secondo oratore, Haim Baharier, che con il suo dire profondo e trascinante riesce a sedurre sempre il suo uditorio. L’oratore esordisce complimentandosi e ringraziando Amira Meir per la sua esposizione, che condivide in pieno.
È un po’ strano, dice con modestia, che l’Adei-Wizo abbia chiamato un maschietto a parlare dei diritti della donna. Ed è pronto ad ammettere che i racconti della Bibbia hanno una forte tendenza maschilista. Cita come esempio di questa constatazione il racconto della donna sospettata dal marito di tradirlo e costretta a bere in pubblico una bevanda amarissima che dovrebbe suscitare nel suo corpo reazioni diverse, a seconda del fatto che lei sia colpevole o non lo sia. Se non succede niente, con questo atto il marito è lavato dal peccato di gelosia, ma non si parla di assoluzione della moglie… Non è questa forse una violenza domestica, per dirla con espressione attuale?
Baharier parla poi del dovere del capo di casa di essere autorevole, ma non di incutere paura. Il suo dovere è quello di spiegare ai figli, di ricordare loro l’uscita dall’Egitto (paragonabile all’uscita da Auschwitz) e comportarsi con un timore che porta alla saggezza. E una “letio talmudica” altissima che viene impartita all’uomo. La paura atavica che l’uomo esercita sulla donna va sradicata. La Torà, prosegue l’oratore, ha significati inesauribili. Si possono leggerne i racconti con gli occhi di oggi, per esempio il racconto della sodà (la donna sospettata di tradimento) ha senz’altro un giudizio diverso agli occhi di noi uomini e donne moderni. È vero, la donna è clamorosamente assente dalla Torà. Ma, se si legge con attenzione, vi si trovano riferimenti importanti di comportamento corretto e a volte eroico di cui la donna è protagonista.

Ed ecco il momento più commovente: Lia Hassan esprime il rimpianto suo e di tutte le adeine per la scomparsa di Adelina Della Pergola, la cui attività nell’associazione è stata importante e ha dato esempio a tante giovani che sono entrate a far parte dell’Adei-Wizo. E mentre scopriva la targa che la ricorda, Sabra Del Mare leggeva alcuni versi scritti da Adelina, testimonianza della sua personalità di donna capace di dolcezza e di forza insieme.

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