Ebrei del Libano

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Nel 1960 in Libano vivevano circa 8000 ebrei, oggi, dopo 40 anni, ne sono rimasti solo una cinquantina. Un film intitolato La petite histoire des Juifs du Liban, presentato a Milano il 25 marzo all’Adei, racconta questa storia, riportando le tante vicende di questo gruppo la cui vita inizia già a cambiare dopo la nascita dello Stato d’Israele nel 1948, arrivando poi all’esodo pressoché totale dopo il 1967. Da quell’anno gli ebrei che vivevano in Libano (non tutti libanesi, ma molti rifugiati lì da altri paesi dell’area mediorientale) si sparsero in tutto il mondo, dall’Italia al Messico, dal Brasile agli Stati Uniti.

Il film, hanno spiegato gli organizzatori, nasce un po’ per caso dopo la messa in rete della storia e di alcune foto familiari di un ebreo libanese alla quale se ne aggiungono presto altre, quasi un tam tam di chi, ormai lontano, è rimasto però nostalgicamente legato a quel Paese, alle sue strade, ai suoi profumi, alle sue spiagge e alle sue montagne, al suo sole, ai sapori della sua cucina, l’unica rimasta intatta in qualsiasi parte del mondo, come anche ha dimostrato lo straordinario buffet che ha concluso la serata milanese.

Girato in una dozzina di paesi con decine di interviste, circa 3 anni di lavoro, la pellicola è già stata presentata in vari festival. La proiezione milanese, commentata da Joseph Sassoon, Myrna Chayo, Miro Silvera intervistati da Fiona Diwan, ha visto l’attiva partecipazione del pubblico (molto numeroso ed emozionato) sia durante la proiezione del filmato sia nel successivo dibattito. Un amarcord che va al di là del rimpianto per il proprio passato ma dimostra la forte identità di questo gruppo al quale l’esodo forzato ha tolto per sempre una parte importante di sé.

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