Pomodoro “uomo dell’anno” di AMATA

Un mondo di forza e geometria.

Arnaldo Pomodoro è stato nominato “uomo dell’anno 2008” dagli Amici italiani del Museo d’Arte di Tel Aviv (AMATA). A lui è dedicato un incontro di gala a Milano il 12 maggio in occasione del 60° anniversario della creazione dello Stato d’Israele. Chi è dunque quest’artista le cui opere adornano città importanti come Roma, Milano, Torino, Copenaghen, Brisbane, Dublino (di fronte al Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali oltre che al Cremlino e all’ONU?

Arnaldo Pomodoro nasce a Morciano di Romagna nel 1926. Studia architettura ma si dedica già all’inizio degli anni Cinquanta alla scultura. Lentamente il suo linguaggio caratteristico, informale si va evolvendo, adattandosi di volta in volta alle caratteristiche del materiale usato: prima l’oro e l’argento per monili, poi il ferro, il legno, il cemento ed il bronzo, che diverrà la sua materia base, prima per opere di piccole dimensioni e poi per le sculture monumentali che lo hanno reso celebre.
Nel 1961 e 1962, fa parte con Lucio Fontana del gruppo informale “Continuità”, grazie al quale raffina un proprio stiliste, esprimendo la propria arte nell’equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali, più adatte alle sue capacità espressive di quelle di dimensioni ridotte, che non gli permettono di indagare all’interno del soggetto rappresentato. Dal 1954 vive e lavora a Milano, accanto alla darsena di Porta Ticinese.

Nella sua arte domina un rigoroso “spirito geometrico”, per cui ogni forma tende all’essenzialità volumetrica della sfera, del cubo, del cilindro, del cono, del parallelepipedo e di altri solidi euclidei perfetti, nettamente tagliati, le cui ripetizioni in schiere o segmenti, rettilinei o circolari, sono paragonabili alla successione delle note in una composizione musicale o ad ingranaggi di macchinari nascosti all’interno dei massicci contenitori, resi parzialmente visibili dalle spaccature e dai tagli che rompono le superfici levigate esterne.
La coerenza nell’associazione delle strutture interne alla monumentalità esteriore delle opere di grandi dimensioni dà vita all’opera di Pomodoro. Lo spazio esterno non esiste: tutto si svolge all’interno, nelle “viscere” racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati.

Le opere di Pomodoro, come si è detto, sono sparse in tutto il mondo. Nel 1991, la sua opera “Disco Solare” è stata collocata davanti al Palazzo della Gioventù di Mosca, come dono all’Unione Sovietica del governo italiano nel periodo di disgelo post-guerra fredda; l’anno seguente, 1992, un’altra opera di grandi dimensioni, “Papyrus”, è stata collocata a Darmstadt, in Germania, nei giardini del nuovo Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni; nel 1995 ha realizzato una scultura in memoria dello scomparso regista Federico Fellini, su commissione del Comune di Rimini; nel 1996, l’opera “Sfera con sfera”, di oltre tre metri di diametro, è stata collocata nel piazzale delle Nazioni Unite a New York; nel 1998 ha progettato il portale del Duomo di Cefalù, Sicilia. Sono presenti sue opere (l’altare e la croce sopra di esso) anche nella chiesa di Padre Pio.

Tra le maggiori personali dedicate allo scultore nel mondo si possono ricordare quella alla Rotonda della Besana di Milano (1974), al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1976), al Forte Belvedere di Firenze (1984), al Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1987), all’Hakone Open-Air Museum in Giappone (1994), alla Rocca Malatestiana di Cesena (1995), al Museo della Città di Rimini (1995), alla Marlborough Gallery di New York (1996), a San Leo (1997), Palazzo Crepadona Belluno (2006), Fortezza del Priamar di Savona (2007).

Pomodoro, nella sua lunga e prestigiosa carriera, si è dedicato anche alla scenografia teatrale, realizzando gli allestimenti per grandi spettacoli ai Teatrio dell’Opera di Roma, Genova, Bologna, Milano, Lipsia.

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