Israele? Un modello per l’Italia nella lotta al Covid. Serata della Nuova Udai

di Roberto Zadik

Giovedì 4 febbraio su Zoom si è tenuto l’incontro Il modello israeliano e le proposte di Forza Italia per implementare  il piano vaccini.

Un evento di alto livello che, organizzato da Forza Italia in collaborazione con Nuova Udai e il suo presidente Enrico Mairov ha visto la partecipazione di numerose personalità politiche e istituzionali, che hanno elogiato l’impegno di Israele nel fronteggiare il Covid attraverso la massiva vaccinazione dei suoi cittadini, concordi all’unanimità con Nuova Udai nel formare una sinergia sanitaria fra Italia e Israele rafforzando ancora di più gli ottimi rapporti fra i due Paesi.

Fra i nomi, oltre ai vertici della Nuova Udai, Mairov e il suo vicepresidente Marcello di Capua,  alcune personalità di spicco  di Forza Italia. Fra queste l’Onorevole Andrea Mandelli, deputato e presidente dell’Ordine dei Farmacisti Italiani, Gianluca Comazzi, consigliere regionale, Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia al Comune di Milano, Giuseppe Lardieri, presidente del Municipio 9 e l’On. Gloria Saccani Jotti, docente di anatomia patologica presso l’Università di Parma.

A cominciare l’incontro, coordinato da Cristina Rossello, parlamentare di Forza Italia, è stato l’intervento di De Pasquale che ha spiegato: “l’evento di stasera è nato da un post su Facebook di Silvio Berlusconi che ha inserito l’immagine sul suo profilo col testo: ‘Dobbiamo seguire Israele’”.

Ma quali sono le novità proposte nella lotta al virus e come mai Israele rappresenta un modello da seguire? Su questo sono intervenuti i vari relatori, a cominciare dall’On. Mandelli che ha annunciato “stiamo avviando un progetto che permetta di vaccinare più persone possibile nella maniera più semplice e rapida, proponendo un piano vaccini adeguato che renda l’Italia un Paese trainante a livello internazionale”.

Sul “Caso Israele” invece si sono espressi sia Gloria Saccani Jotti, che ha ricordato l’ammirazione espressa da Berlusconi per “le gestione israeliana del virus”, sia il presidente di Nuova Udai Enrico Mairov, che ha ricordato “la grande amicizia fra Italia e Israele con cui collaboriamo da molti anni, visto che diversi medici israeliani si sono formati nelle università italiane”. Illustrando brevemente il sistema sanitario dello Stato ebraico, Mairov ha evidenziato come “Israele da quando è nato si confronta con le emergenze e per questo può essere di grande ispirazione per tutti noi in una situazione delicata come quella in cui viviamo”. Nel suo intervento ha messo in luce come “nel Paese vi sia un Ministero della Sanità estremamente efficiente e un sistema di cure che si basa su grandi aziende sanitarie pubbliche come la Maccabi o la Leumi. Un servizio estremamente attivo nella telemedicina curando i pazienti principalmente nelle loro case e raramente in ospedale, se non per interventi chirurgici”.

La gestione israeliana è tecnologicamente all’avanguardia e  “viene regolata da sofisticati sistemi di telemedicina e televideo sorveglianza e in cui il medico di famiglia svolge un ruolo fondamentale collaborando a stretto contatto con i suoi colleghi in modo da assistere il malato nella maniera più completa. Ogni azienda sanitaria è dunque responsabile della vaccinazione dei suoi utenti  e il 60% della popolazione è già stato vaccinato. In questi giorni vengo tempestato di telefonate da vari politici del mondo occidentale per recuperare il ritardo nella vaccinazione dei suoi cittadini”.

Rispondendo alle domande degli altri ospiti, Mairov ha evidenziato la pronta risposta ai vaccini della popolazione: “Tutti sono corsi a farsi vaccinare e il livello di tecnologia è talmente alto che ogni paziente ha una cartella clinica computerizzata sul suo iphone e ipad. Israele investe più del 3%  del suo Pil nel campo della ricerca e dello sviluppo”. In conclusione, ha invitato a intensificare la “collaborazione fra Italia e Israele e con un gruppo di livello così alto come quello di stasera potremmo guidare la collaborazione fra i due Paesi nel territorio più fertile d’Italia che è la Lombardia”.

A questo proposito l’On. Gloria Saccani Jotti  ha invitato l’Italia a imparare da Israele “dobbiamo imparare moltissimo da loro in tema di telemedicina, efficienza e vaccini ai giovani”. La docente ha espresso l’urgenza di applicare il piano vaccinale di Mandelli anche “se siamo in grande ritardo e dobbiamo agire tempestivamente elaborando una strategia contro un problema importante come quello delle varianti del virus. E  necessario finanziare maggiormente la ricerca, valutando tutti assieme le sfaccettature del problema e imparando molto da Israele”.

D’accordo anche il vicepresidente della Nuova Udai, Marcello Di Capua che ha enfatizzato la necessità di “creare una coesione tutti assieme per affrontare la pandemia con una vera e propria riforma sanitaria strutturale. Dobbiamo confrontarci con l’Ambasciata di Israele e Governo israeliano e creare alleanze”. Fra gli interventi, Gianluca Comazzi ha invece ricordato che “la nostra Regione è stata la prima ad essere colpita dal Covid ed è molto singolare che il Governo abbia lasciato sole le Regioni senza un piano pandemico. Noi abbiamo chiesto di uniformare criteri di vaccinazione  perché mancano organizzazione e pianificazione. Per questo, anche se siamo molto diversi da Israele, la collaborazione può rivelarsi molto utile e continueremo il rapporto fra Lombardia e sistema sanitario israeliano”.

In conclusione la docente e parlamentare  Gloria Saccani  Jotti ha affermato che “la lotta ai virus c’è sempre stata e la ricerca è fondamentale e per questo è necessario coinvolgere una serie di professionisti, dai pediatri ai medici del lavoro e quello di stasera è stato un bellissimo confronto con Nuova Udai e con i rappresentanti di Israele”.

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