La Comunità c’è ma ha bisogno della solidarietà di tutti

di Redazione

La Comunità ebraica sta affrontando un momento molto difficile, per stare accanto ai propri iscritti e a tutti gli ebrei di Milano. Ha dimostrato, sin dai primi mesi della pandemia di “esserci” con aiuti di ogni tipo (economico e sanitario, di sostegno psicologico e contributo concreto alle famiglie, agli anziani e a tutti coloro che ne hanno avuto bisogno). Oggi più che mai ha la necessità di vedere solidali tutti e ciascuno. «La Comunità cerca di essere vicina ai suoi iscritti in molti modi – spiega il Presidente Milo Hasbani -: in questo lungo periodo di pandemia, ha cercato in diverse maniere di aiutare chi, per una ragione o per l’altra, si è trovato a dover affrontare situazioni difficili. Grazie ad un accordo con la JDC (American Jewish Joint Distribution Committee) sono arrivati fondi per poter garantire 150 euro al mese a molte famiglie, fino a fine maggio 2021».

Inoltre la Comunità, «tramite l’Assessorato giovani – continua Hasbani – con il Servizio sociale e il volontariato Federica Sharon Biazzi ha organizzato un gruppo di ragazzi che fanno la spesa e la consegnano al domicilio di chi non può uscire di casa».

È in corso poi una nuova iniziativa per rinsaldare e rinnovare il legame tra la CEM e gli ebrei milanesi. Un gruppo di volontari sta telefonando alle famiglie della comunità. «I volontari – spiega Hasbani – che vi telefoneranno, aggiorneranno la vostra anagrafica e vi illustreranno la App Octopus, che serve per monitorare i tanti luoghi sensibili ed essere in contatto con gli iscritti in caso di bisogno e di pericolo. La Comunità è di tutti e tutti possono contribuire alle sue necessità. Sono poi tanti gli ebrei che non sono iscritti; vorremmo che anche loro entrassero a fare parte della Comunità. Il senso di appartenenza e la vicinanza creano una Comunità unita e coesa».

Per questo è stato pubblicato sulla Newsletter della Comunità un accorato appello alla solidarietà e alla condivisione dell’impegno per il futuro comune.

Un appello alla comunità

Una Comunità, per vivere e poter gestire al meglio le necessità di tutti ha bisogno che chi ne fa parte abbia un forte senso di appartenenza e si senta utile e vicino agli altri secondo le sue possibilità. La nostra Comunità ha bisogno che tutti partecipino, che ciascuno dia il proprio contributo, grande o piccolo che sia; è indispensabile per portare avanti tutte le azioni necessarie. In questo drammatico momento, alle normali spese di gestione se ne sono aggiunte altre straordinarie: la messa in sicurezza Covid della Scuola, della Casa di riposo e delle Sinagoghe; la somministrazione di tamponi e test sierologici al personale, agli alunni della Scuola e agli ospiti della Casa di riposo; la necessità di rispondere a varie richieste di aiuto che arrivano al Servizio Sociale (le persone in difficoltà sono aumentate tantissimo); inoltre abbiamo rinforzato la sicurezza e la sorveglianza, visti i tempi che corrono. Chiediamo a tutti di sentirsi parte della comunità anche attraverso i contributi. Molti hanno dei vecchi “sospesi” che per noi sono vitali; aiutateci a non fermarci e a impegnarci al massimo per tutti.

Un forte senso di appartenenza

La vicinanza e il senso di appartenenza passano anche attraverso i contributi che servono alla Comunità per far fronte alle spese ordinarie e straordinarie, oltre che ad aiutare chi ne ha bisogno nell’emergenza di questi mesi. Nei prossimi giorni, un gruppo di volontari, che ha deciso di darci una mano, vi chiamerà per chiudere al meglio le vecchie pendenze e concordare l’emissione della nuova cartella dei contributi. Lanciamo inoltre un forte appello a coloro i quali non sono ancora iscritti alla Comunità di farlo al più presto; vogliamo tornare ad essere una comunità numerosa, forte e unita. Abbiamo bisogno di tutti.

Il Presidente Milo Hasbani, il Rabbino Capo Rav Alfonso Arbib, il Segretario generale Alfonso Sassun e tutto il Consiglio della Comunità ebraica di Milano.

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