di Redazione
La riunione del Consiglio della Comunità ebraica del 19 marzo, aperta agli iscritti, ha affrontato diversi argomenti.
Nomina consigliere Fondazione Scuola
Dopo l’approvazione del verbale dell’ultima riunione, si è parlato della nomina di un Consigliere per il Consiglio della Fondazione Scuola, essendo rimasto vacante un posto dopo le dimissioni di Dalia Gubbay (lista Beyahad). Alla Comunità spettano tre posti nel consiglio della Fondazione. Il precedente consiglio aveva optato per la designazione di un nome scelto da ciascuna delle due liste ed un nome condiviso. Essendosi dimesso il consigliere designato dalla lista Beyhad la stessa deve indicare il sostituto. È emerso un nome scelto dalla lista Beyahad, ma si attende conferma. La delibera è quindi rimandata al prossimo consiglio.
(Ricordiamo che il consiglio della Fondazione Scuola è composto da 12 membri: 9 eletti dai soci fondatori, 3 dalla Comunità).
Bando per ricerca direttore media Comunità
I consiglieri hanno poi votato all’unanimità l’idea di fare un bando di selezione per cercare un nuovo direttore dei media comunitari, dal momento che l’attuale, Fiona Diwan, da aprile non lo sarà più (per sua scelta). Il bando sarà divulgato in tempi brevi dai media comunitari e trasmesso alle altre comunità ebraiche. I candidati selezionati dalle risorse umane della comunità verranno poi vagliati da un piccolo comitato, di cui faranno parte il direttore uscente, le risorse umane, e due-tre consiglieri (ancora da definire). Condivisa l’idea che si debba procedere quanto prima.
Delibere tecniche
Il segretario Alfonso Sassun e l’assessore alle finanze e contributi Maurizio Salom hanno poi comunicato ai presenti la proposta di Banca Intesa di rinnovare dei mutui a lunga durata alla comunità, dopo che ne era stato estinto uno. La proposta dell’istituto sembra essere molto vantaggiosa, ed è quindi stata approvata all’unanimità.
Altra questione tecnica è la delibera sulla dismissione di un box situato in via Lorenteggio, ereditato dalla Comunità grazie a una donazione. Si è deciso di richiedere un prezzo in linea con il mercato (fra i 40.000 e i 49.000 euro)
Partecipazione al Corteo del 25 aprile
La questione più dibattuta è stata quella della partecipazione della Comunità al corteo del 25 aprile, negli anni diventato qualcosa di molto lontano dalla celebrazione della Liberazione. L’assessore e vicepresidente Dalia Gubbay ha prima raccontato come alla riunione del comitato organizzativo del corteo, a cui la Comunità è sempre presente, si sia sentita molto a disagio davanti a un’impostazione molto politicizzata, data dal presidente Anpi Primo Minelli, e che abbia deciso di abbandonare la riunione (lasciando al tavolo Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica) dopo che un altro partecipante aveva criticato pesantemente Israele.
Da qui è nato un dibattito sull’opportunità o meno di partecipare come comunità al Corteo, che quest’anno si terrà di Shabbat. Da un lato è emersa l’importanza, espressa dai consiglieri Atid Silvia Levis e Leone Hassan, e condivisa da tutti, di esserci – «è il nostro posto, dobbiamo ricordare cosa è stato davvero il 25 aprile, non ci possono mettere all’angolo», ha dichiarato Silvia Levis, che per la questione Shabbat ha proposto di indossare tutti delle magliette con le immagini degli 8 ebrei partigiani medaglie d’oro. Allo stesso tempo, è risultata molto condivisa, soprattutto da Beyahad, la posizione di Rav Alfonso Arbib, che ha sottolineato come «oggi è profondamente cambiata l’atmosfera, siamo davanti a persone che pensano di avere una battaglia giusta da combattere, in cui noi ebrei non siamo dalla parte dei buoni» e soprattutto che «organizzare un evento di Shabbat è discriminatorio nei nostri confronti. Lo dimostra il rifiuto dell’Anpi a Torino di spostare al giorno prima il corteo, come richiesto dalla Comunità ebraica, che è sempre stata protagonista nell’organizzazione dell’evento».
Un rifiuto della Comunità di partecipare a un corteo, che ormai è una manifestazione antiamericana, antiisraeliana e politicizzata, sarebbe forse più notato che una sua partecipazione, ha suggerito Maurizio Salom.
Sono quindi state fatte proposte di attività alternative da fare in altri giorni, ad esempio al Cimitero militare del Commonwealth al parco di Trenno, dove sono seppelliti quattro soldati ebrei britannici, proposto da Ruben Pescara che ha anche suggerito di svolgere durante tutto l’anno attività di divulgazione sul suolo ebraico nella Resistenza.
Dopo un accorato e intenso scambio di opinioni, si è deciso di aspettare la posizione ufficiale dell’Ucei, che si riunirà il 25 marzo, e di ridiscuterne più avanti senza però abbandonare il tavolo dell’organizzazione dell’evento.
Varie ed eventuali
Prima di affrontare il punto sulla Scuola, che era stato deciso sarebbe stato a porte chiuse, sono state considerate le varie ed eventuali. Gad Lazarov (Atid) ha proposto che la comunità riprenda il dialogo con la città, facendosi promotrice di attività civiche in collaborazione con altre associazioni: ad esempio con Avis, per una giornata dedicata alla donazione del sangue, così come con gli Angeli del Bello, per ripulire i luoghi sporchi della città, o creare un hub di indumenti da dare ad associazioni.



