Il nuovo consiglio dell'Eusj, l'unione dei giovani ebrei europei

Eletto il nuovo consiglio dell’EUJS. Intervista a Bini Guttmann, il nuovo presidente dei giovani ebrei europei

Giovani

di Nathan Greppi
Venerdì 16 luglio si sono tenute nel comune spagnolo di Mollina, in provincia di Malaga, le elezioni del nuovo consiglio dell’EUJS (European Union of Jewish Students), l’organizzazione che rappresenta tutti gli ebrei europei dai 18 ai 35 anni. Le elezioni hanno avuto luogo in occasione della Summer U, un evento estivo annuale di una settimana dove l’EUJS organizza sia dibattiti che attività ricreative.

Tra i nuovi consiglieri vi è anche un’italiana, la 25enne romana Alessia Gabbianelli (nella foto, la terza da sinistra), che su 16 candidati al consiglio è arrivata terza per numero di preferenze. Il nuovo presidente invece è l’austriaco Benjamin “Bini” Guttmann (nella foto, il primo da destra): 23 anni, viennese, già presidente del JoH, il movimento dei giovani ebrei austriaci, e nel suo paese si è distinto per aver manifestato fortemente sia contro il movimento antisraeliano BDS nei campus universitari sia contro il partito di destra radicale FPO. Guttmann è stato eletto con il 53,57% dei voti, e succede alla rumena Alina Bricman. Attualmente Guttmann studia Legge e Scienze Politiche all’Università di Vienna, ed è inoltre un giornalista esperto di bitcoin.

Subito dopo la sua elezione Bini, come viene chiamato da tutti, ha gentilmente concesso una breve intervista a Mosaico.

Benjamin Bini Guttmann

Benjamin Bini Guttmann, nuovo presidente EUJS


Come è iniziato il tuo attivismo giovanile?
Innanzitutto devo tornare indietro di molto: sono stato attivo in organizzazioni ebraiche per tutta la vita: ho studiato in un liceo ebraico, ho partecipato alle attività sportive del Maccabi Vienna e sono andato all’Hashomer Hatzair, che è stato molto importante per le mie idee e per la mia crescita personale. Quando ho compiuto 18 anni, mi sono accorto che non c’era nient’altro per i giovani ebrei in Austria, e questa è una delle ragioni per cui abbiamo deciso di rilanciare l’Unione degli studenti ebrei austriaci, che era praticamente morta da 10 anni. L’ho riorganizzata con alcuni amici con cui ci siamo impegnati in politica e nel sociale, e negli ultimi anni abbiamo ottenuto dei risultati importanti come essere riconosciuti dall’Unione Nazionale di tutti gli studenti austriaci.

All’Unione Nazionale, che è molto potente in Austria, siamo riusciti a fargli adottare la definizione dell’antisemitismo dell’IHRA e a mettere completamente al bando il BDS in tutti i campus universitari austriaci. Negli ultimi anni invece ci siamo concentrati molto nell’opporci all’estrema destra del FPO che fino a poco tempo fa era nella coalizione di governo. Abbiamo organizzato manifestazioni con migliaia di persone e organizzato dibattiti. L’impressione è che l’FPO abbia cercato di attirare la simpatia delle comunità ebraiche e di Israele per ripulirsi l’immagine e nascondere il proprio razzismo, e penso che sia importante contrastarli invece di diventare la loro foglia di fico.

Quali saranno le priorità del nuovo consiglio EUJS?
Per quanto riguarda la politica, credo sia importante rendere l’EUJS più attiva, più visibile, e vorrei partire dal fare campagne contro l’estrema destra in Europa, perché siamo convinti che tocchi tutti gli studenti ebrei dall’Austria alla Germania, dalla Francia all’Italia. In secondo luogo vorremmo aiutare le piccole unioni giovanili ebraiche a crescere e a diventare più attive, come abbiamo fatto nel mio paese.

Cosa ne pensi, in base a ciò che leggi sui giornali, della situazione in Italia?
Penso che in Italia la situazione sia seria: se Salvini diventerà primo ministro diventerà un pericolo per il vostro paese e per l’Europa. L’ascesa di un populismo di estrema destra e di figure che non credono davvero nella democrazia è un grosso problema sia per il continente che per le vostre istituzioni ebraiche, perché anche se queste persone non sono apertamente antisemite, gli ebrei sono sempre quelli che soffrono di più quando una società diventa illiberale. Lo abbiamo chiaramente visto più volte nel corso della storia. E in quanto giovani ebrei, abbiamo l’obbligo morale di opporci al razzismo anche quando non ci riguarda da vicino.

 

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