National Jewish Book Awards 2026: “L’ostaggio” di Eli Sharabi vince il premio di “Libro dell’anno”

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Secondo la giuria di quest’anno, il memoir di Sharabi è riuscito ad aggiudicarsi il premio “grazie alla sua duplice identità di testimonianza personale e documento storico”. Nel libro, diventato bestseller in Israele e ripubblicato in inglese negli Stati Uniti, l’autore racconta il suo rapimento dal kibbutz Be’eri durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e i 491 giorni trascorsi in cattività nei tunnel sotterranei di Gaza fino alla liberazione avvenuta l’8 febbraio 2025.

 

Mercoledì 18 febbraio il memoir L’ostaggio, scritto dall’ex prigioniero di Hamas, Eli Sharabi, e già vincitore del Golden Book Award 2025, è stato proclamato “Libro dell’anno” alla 75° edizione dei

 

L’annuncio è stato diffuso dal Jewish Book Council che dal 1950 assegna i riconoscimenti più prestigiosi della letteratura ebraica in lingua inglese.

Secondo la giuria di quest’anno, il memoir di Sharabi è riuscito ad aggiudicarsi il premio “grazie alla sua duplice identità di testimonianza personale e documento storico”.

Nel libro, diventato bestseller in Israele e ripubblicato in inglese negli Stati Uniti, l’autore racconta il suo rapimento dal kibbutz Be’eri durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e i 491 giorni trascorsi in cattività nei tunnel sotterranei di Gaza fino alla liberazione avvenuta l’8 febbraio 2025.

“Questo riconoscimento significa moltissimo per me, non solo a livello personale, ma per la memoria della mia famiglia e di tutti coloro che abbiamo perso” ha dichiarato Sharabi in una nota stampa. “L’ostaggio è la mia esperienza, la storia della mia sopravvivenza, scritta perché altri possano essere testimoni. Spero contribuisca a far sì che ciò che è successo non venga mai dimenticato.”

La testimonianza di Sharabi

Nel memoir, l’autore descrive il terrore che ha vissuto durante l’irruzione dei terroristi nel suo kibbutz e la lotta quotidiana che ne è seguita per restare in vita.

“Mi rifiuto di lasciare che il dolore mi sovrasti e mi faccia annegare. Sto sopravvivendo. Sono un ostaggio. Nel cuore di Gaza. Uno straniero in terra straniera” scrive Sharabi. “Nella casa di una famiglia che sostiene Hamas. E ne uscirò. Devo farlo. Tornerò a casa.”

La premiazione di Sharabi è avvenuta in un periodo storico in cui il dibattito globale sull’ebraismo è stato profondamente ridefinito dagli eventi post-7 ottobre portando all’impennata dell’antisemitismo e alle numerose tensioni politiche legate ad Israele.

Non è un caso che anche 10/7: 1900 Human Stories di Lee Yaron, nominato “Libro dell’anno” nel 2025, fosse dedicato agli stessi eventi e al loro impatto sull’umanità.

“In un contesto di crescente antisemitismo e con autori ebrei sottoposti a sempre maggiore scrutinio, i nostri libri hanno il potere di creare e sostenere una comunità” ha affermato Naomi Firestone-Teeter, amministratrice delegata del Jewish Book Council nella sua dichiarazione rilasciata alla Jewish Telegraphic Agency.

I National Jewish Book Awards

Gli altri vincitori dell’edizione di quest’anno hanno riflettuto la versatilità del mondo ebraico nella produzione editoriale contemporanea.

Per gli studi ebraico-americani è stata premiata Pamela S. Nadell con Antisemitism, an American Tradition, un’analisi delle forme assunte dall’antisemitismo negli Stati Uniti, dal colonialismo ad oggi.

Il premio di “Migliore autobiografia” è stato assegnato alla giornalista Julia Ioffe per Motherland: A Feminist History of Modern Russia, from Revolution to Autocracy, un intreccio di memoria personale, reportage e storia. Invece la categoria “Migliore biografia” è stata vinta dall’autore Jack Fairweather con il suo The Prosecutor: One Man’s Battle to Bring Nazis to Justice, dedicato ad un giudice ebreo sopravvissuto alla Shoah e che nella Germania del dopoguerra ha incentrato il suo lavoro sul perseguire i criminali nazisti.

Spazio infine alla letteratura per ragazzi, con Alison Goldberg, Janice Shapiro ed Eugene Yelchin tra i vincitori, e alla saggistica su identità, cultura sefardita e cucina.

I vincitori verranno celebrati il 25 marzo a New York City in una cerimonia condotta dall’intrattenitore ebreo Jonah Platt. In quell’occasione il giornalista Sam Freedman riceverà il Mentorship Award intitolato a Carolyn Starman Hessel.

I National Jewish Book Awards 2026 si confermano così uno spazio dove riflettere sul mondo di oggi e celebrare la scrittura come strumento di consapevolezza storica e responsabilità pubblica.