Joseph Neumann, in coma dopo l'attacco a Monsey

Monsey: due mesi dopo l’attacco antisemita, Neumann si risveglia dal coma

di Roberto Zadik
Lo scorso 28 dicembre, a Monsey, la Comunità ortodossa veniva devastata dalla furia del 37enne Thomas Grafton entrato improvvisamente armato di machete a casa di Rav  Chaim Rottenberg, seminando il panico. Cinque feriti e tanta paura era stato il bilancio di quello che avrebbe potuto essere un massacro ancora peggiore. Fra questi il più grave era il 72enne Josef Neumann, padre di sette figli, che ferito gravemente alla testa dal machete dell’aggressore, secondo i medici sembrava avere ben poche speranze.

Come riporta il Jewish Telegraphic Agency, dopo quasi due mesi di coma, Neumann, avrebbe aperto gli occhi mostrando, secondo il post su twitter di Rabbi Isroel Kahan, “altri segni di miglioramento”. Un esempio di come i miracoli superino i verdetti sanitari e Rav Kahan, amico di Rav  Rottenberg  che in quanto direttore del Consiglio Ebraico Oizrim ha curato i rapporti con il Distretto di Polizia di Ramapo e le relazioni comunitarie col mondo esterno, ha invitato la comunità di Monsey “a continuare a pregare fino a una piena guarigione”.

Padre premuroso e nonno di vari nipoti, Neumann era stato ferito molto duramente dal machete di Grafton che gli era entrato nel cranio lesionando parte del suo cervello spingendo i medici a affermare che “potrebbe avere un danno permanente, provocando una emiparesi o un blocco della parola”. Dopo l’attacco anche il suo braccio destro risultava gravemente danneggiato.

Intanto Thomas Grafton, l’aggressore dopo essere stato catturato dalla polizia è stato giudicato dalle autorità giudiziarie americane. Secondo il JTA queste ultime l’avrebbero assolto da una decina di accuse per crimini legati all’odio minacciandolo della pena di morte se Neumann fosse morto e mantenendo validi i capi d’accusa per tentato omicidio e aggressione aggravata. In ogni modo il processo sta continuando e secondo il sito lohud.com Grafton tornerà in aula il prossimo 20 aprile e in attesa di quella data la sua difesa sottolinea  la schizofrenia e l’instabilità del soggetto. Nonostante lo sconvolgimento della Comunità di Monsey ora si attendono questi mesi per “ricevere ancora buone notizie dopo questi miracoli per quanto sembrino piccoli” come ha sottolineato Kahan e per vedere se Grafton verrà punito o meno dalla giustizia americana.

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