La sopravvissuta milanese alla Shoah Liliana Segre

Liliana Segre lunedì 3 dicembre a Lugano per i ragazzi di sei licei cantonali

di Redazione
Sarà un evento storico quello che vedrà lunedì 3 dicembre la senatrice a vita Liliana Segre in Svizzera, all’Università USI di Lugano incontrare 6 licei Cantonali, per la prima volta riuniti insieme in un evento. Furono le guardie doganali in Svizzera, nel 1943, a rimandarla indietro con il padre mentre fuggiva dalle persecuzioni naziste. Come scrisse lo storico Michele Sarfatti: “In Ticino era giunta, con il padre (la madre era morta poco dopo il parto) e i cugini, aiutata da contrabbandieri comaschi, entrando dalle parti di Stabio il 7 dicembre 1943. Il giorno dopo il rientro forzato al Gaggiolo, per essere arrestata a Viggiù. Poi, il carcere a Varese, Como e San Vittore in cella con il padre Alberto. Il 30 gennaio ‘44 la partenza assieme ad altri 605 ebrei dal binario 21 di Milano Centrale, su un carro blindato, destinazione il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Da quel viaggio tornarono solo in 22. Non il padre che morì il 27 aprile; separati all’arrivo ad Auschwitz, non lo rivide mai più”.

75 anni dopo, Liliana Segre è stata invitata con tutti gli onori all’Università di Lugano, in un evento organizzato e fortemente voluto da Micaela Goren Monti Presidente della  Goren Ferrari Monti Foundation. Alle centinaia di ragazzi che presenzieranno, racconterà la sua storia, regalando il suo prezioso insegnamento di lottare contro ogni indifferenza nei confronti del prossimo.

IL PROGRAMMA

Alle 9.30 arriveranno gli studenti. Alle 10.00, dopo il saluto del rettore dell’USI Boas Erez e delle autorità politiche
(presenti anche il sindaco Borradori e il consigliere di Stato Manuele Bertoli) sarà Liliana Segre a prendere
la parola. Nel foyer antistante l’Aula Magna e lungo il percorso che porta alla sala, proporremo la mostra:
«Le leggi razziali del 1938 in Italia», organizzata dal CDEC (Centro Documentazione Ebraica Contemporanea).

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