La sinagoga di Brooklyn oggetto di scritte antisemite

Usa: sinagoga di Brooklyn imbrattata con scritte antisemite. Arrestato il presunto colpevole

Mondo

di Roberto Zadik
Proseguono i gesti di odio e antisemitismo negli Usa e obbiettivo di minacce alcuni giorni fa una sinagoga newyorchese, l’Union Temple a Brooklyn è stata oggetto dell’inquietante scritta “Uccidete gli ebrei”. Secondo il Times of Israel e il New York Post, ad accompagnare questa frase ci sarebbero anche numerose altre iscrizioni rancorose. A causa di questo grave episodio sarebbe stato cancellato un importante evento politico in cui l’attrice ebrea americana Ilana Glazer avrebbe dovuto intervistare sette candidati senatori, fra cui Andrew Gournandes e Jim Gaughran, e un giornalista dentro l’edificio. “Eravamo molto angosciati” ha detto una frequentatrice del tempio Kathryn Gonzales “e la tensione in quei giorni era davvero elevata”. Collegate e simili a questo episodio le invettive alla sinagoga californiana  Beth Jacob a Los Angeles lo scorso 31 ottobre, con scritte antiebraiche ingiuriose e volgari a soli quattro giorni dall’attentato di Pittsburgh de dei suoi 11 morti.

L’autore del gesto

Chi è stato a compiere un simile gesto? A rispondere a questo interrogativo un gran numero di siti, fra cui  il  www.i24news.tv che ha reso noto l’arresto, avvenuto venerdì scorso, di un ragazzo 26 enne, un certo James Polite. Accusato di istigazione all’odio egli è stato messo in manette dalle forze dell’ordine  dopo aver scritto, giorni prima, all’interno della sinagoga situata a Prospect Heights nelle vicinanze di Brooklyn una serie di intimidazioni. Fra le peggiori “ebrei è meglio che vi prepariate”. Il giovane è stato “incastrato” dalle telecamere di sicurezza presenti all’interno della sinagoga che avrebbero filmato quanto da lui compiuto.

Secondo il sito, Polite, aveva già avuto problemi giudiziari in seguito a vari crimini da lui commessi. In questi anni era stato, difatti, incriminato per aver appiccato una serie di incendi in vari luoghi della città, inclusa, come sottolinea il New York Times la stanza per i cappotti della Yeshiva “Bet Hillel “nella zona di Williamsburg. Soggetto a quanto pare mentalmente instabile e segnato da un infanzia molto tormentata, recentemente egli era stato portato per un controllo in un ospedale psichiatrico.

Segnato da un passato di depressione e problemi vari,  egli era stato adottato da diverse famiglie, ultima delle quali, una coppia di ebrei di Brooklyn formata dal cantautore Yiddish Josh Walezky e da  sua moglie Jenny Levinson. Questo suona come ancora più inquietante alla luce di scritte spregevoli come “Morite tutti topi ebrei” e “Hitler” ritrovate sui muri della sinagoga.

 

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