Usa-Europa: integrazione dei musulmani a confronto

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di Marina Gersony

americanmuslimIl 65% dei musulmani negli Stati Uniti si sente prima americano e poi musulmano, solo il 45% dei musulmani d’Europa si sente tedesco, francese o inglese prima di essere musulmano. Lo rivela un articolo pubblicato su JForum, il portale francofono ebraico, che analizza le diversità tra comunità musulmane in Usa e nel Vecchio Continente.

Lo stesso Obama, nel corso di una recente conferenza stampa alla Casa Bianca con il primo ministro britannico David Cameron, ha osservato che l’Europa dovrebbe migliorare la sua politica di integrazione degli immigrati musulmani: «La nostra comunità musulmana si sente americana – ha dichiarato – e questo incredibile processo di immigrazione e di assimilazione è parte della nostra tradizione, probabilmente la nostra più grande forza».

Un Paese nel complesso più sicuro rispetto ad alcuni Paesi europei, più esposti e con più pericoli da affrontare. Il fatto che i musulmani d’America siano meno sensibili all’ideologia islamista anti-occidentale è, come rileva l’articolo, il riflesso di una tendenza più ampia: a differenza di gran parte dei Paesi europei, gli Stati Uniti hanno una lunga storia legata all’immigrazione e i cittadini americani sono dunque abituati a vivere nella diversità.

Non solo: mentre i musulmani in Europa tendono a formare un unico gruppo etnico e nazionale (come i turchi in Germania, gli asiatici in Gran Bretagna, i nordafricani in Francia e così via), la popolazione musulmana in Usa è più varia e diversificata (circa un quarto di loro sono afro-americani, membri delle famiglie convertiti all’Islam e il resto sono immigrati o figli di immigrati, provenienti soprattutto dai Paesi arabi e dall’Asia meridionale). Questo pluralismo diffuso rende meno probabile la formazione di gruppi omogenei e unificati all’insegna del “noi” contro di “voi”.

Inoltre, a differenza dei musulmani d’Europa, i musulmani americani godono in genere di successo. Basta confrontare le aree verdi a Dearborn, nel Michigan, che ospitano la più grande concentrazione di musulmani e mediorientali negli Stati Uniti a differenza delle periferie parigine afflitte dalla criminalità e dalla povertà. Secondo vari studi, gli immigrati musulmani provenienti dal Pakistan e dall’Iran hanno livelli di istruzione e di reddito più elevati rispetto ai bianchi nati negli Stati Uniti: molti sono imprenditori, scienziati, ingegneri o medici, così come ci sono molti milionari e anche miliardari. Il 45% degli immigrati musulmani segnalano un reddito familiare annuo oltre 50.000 dollari, leggermente superiore alla media nazionale.

Infine, molti sondaggi confermano che la maggioranza dei musulmani americani si sente a casa in America. Ciò è dovuto probabilmente al fatto che gli americani tendono ad essere più religiosi rispetto agli europei, contribuendo a creare un ambiente più favorevole per quei musulmani che vogliono praticare la loro religione: così, mentre il 49% dei musulmani frequenta la moschea il venerdì, il 45% di cristiani segue una funzione religiosa ogni domenica.

Ma il dato probabilmente più significativo è che la maggioranza dei musulmani americani sono molto preoccupati per l’estremismo islamico, mentre solo il 30% dei musulmani europei lo è. Così come solo il 2% dei musulmani americani crede che gli attentati suicidi contro i civili possano essere giustificati, rispetto al 25% dei musulmani in Europa.

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