Si è celebrato ad Asmara, in Eritrea,

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il centenario della fondazione della Sinagoga. Grandi festeggiamenti hanno accompagnato, per l’occasione, l’apertura della mostra Ebrei in Eritrea e la proiezione del film Shalom Asmara, ambedue di Marco Cavallarin e Marco Mensa. La partecipazione all’evento è stata eccezionale: il tempio, non piccolo, non ha potuto contenere in una sola volta tutti gli intervenuti, per cui l’inaugurazione ha dovuto celebrarsi in due tornate.
Sami Cohen, Presidente della piccola comunità di Asmara, aveva detto: “Cari Amici, sono state due giornate intense ed emozionanti per la Celebrazione del Centenario of Sinagoga di Asmara.
Il 5 giugno è stato dedicato a tutti gli ospiti, in gran parte originari della nostra comunità asmarina, venuti per la ricorrenza da Tel-Aviv, dall’Italia, da Londra, da Nairobi, dal Sud Africa. Erano andati via da Asmara 50, 40, 35, 30 anni fa, e per questa occasione sono tornati.
Ma non solo sono venuti i nostri vecchi amici della nostra comunità: molti altri ebrei sono anche venuti dall’Italia, con i loro amici per partecipare a questo evento straordinario. E poi c’erano gli ambasciatori in Eritrea, personalità del governo, ospiti cordialissimi che hanno mostrato un grande piacere ad intervenire alla nostra festa.
Come dire di quanti ricordi ci sono tornati alla mente rincontrandoci e chiacchierando del nostro passato, dei nostri straordinari antenati?
Già il venerdì precedente, il 3 giugno, c’era di nuovo il Minyam nella nostra sinagoga, abbiamo celebrato Kabbalat Shabbat, abbiamo fatto girare per il tempio il Sefer Torah sabato 4 accompagnandolo con le nostre preghiere adenite, Alinu La Tora, per la prima volta dopo tantissimi anni. La sera di domenica 5 poi, alla presenza degli ospiti, avendo ancora il minyam, abbiamo recitato le preghiere di Minha e di Arvit. E abbiamo spiegato ai presenti il significato delle nostre preghiere.”
Subito dopo Arvit è stata aperta la mostra fotografica costruita col lungo lavoro di più di tre anni di Marco Cavallarin e del fotografo professionista Marco Mensa. A inaugurarla è stato Messieur Pierre Montaigne, Direttore dell’Alliance Française di Asmara che generosamente ha incoraggiato e sostenuto i primi passi della ricerca storica e della realizzazione fotografica.
La mostra era stata inaugurata per la prima volta a Parigi il 29 aprile del 2004, poi è stata a Torino, a Casale Monferrato e a Bologna. Adesso questa mostra rimarrà permanentemente ad Asmara e aperta a tutti gli ospiti che vorranno visitarla.
Il Responsabile dei servizi della sicurezza dell’Ambasciata di Israele in Eritrea, il Sig. Nir Nechmad, ha provveduto a che ogni misura di sicurezza venisse adottata per queste speciali occasioni.
Il Console di Israele in Eritrea, il sig. Doron Abudi, ha personalmente provveduto a rendere possibile la proiezione del film “Shalom Asmara” nel cortile della Sinagoga. E musiche ebraiche ed israeliane hanno allietato le serate.
Il sig. Hanan Goder, dinamico ed infaticabile Ambasciatore di Israele in Eritrea, ha offerto gli squisiti vini di Israele che tutti gli ospiti hanno apprezzato senza eccezioni. E Sua Eccellenza Hanan Goder, insieme alla moglie, Sig.ra Mae, hanno saputo intrattenersi con gli ospiti con straordinaria generosità.
Continua il racconto di Sami Cohen: “Il secondo giorno di festeggiamenti, Lunedì 6, mentre gli amici della nostra comunità si sono dedicati alla visita della città dalla quale mancavano da numerosissimi anni e dove avevano trascorso bellissimi momenti di vita, noi siamo rimasti al tempio a ricevere gli altri numerosissimi ospiti che non avevamo potuto accogliere la sera prima: c’era Sua Eccellenza Efrem Sebhat, Ministro della Difesa dello Stato dell’Eritrea, personalità, ufficiali, amici, ospiti di ogni nazionalità.”

E conclude: “Credo che con questo importante evento abbiamo dato un segnale di quanto sia stata importante la storia della Comunità Ebraica d’Eritrea, giunta in Eritrea più di 120 anni fa e che negli anni ’40 ha contato più di quattrocento persone”.

Dopo le due cerimonie l’Ambasciatore Goder ci ha detto: “E’ stato meraviglioso! Gli ospiti, eritrei en non, ebrei e non, erano tutti interessatissimi. Tutti ci hanno chiesto di inoltrare a Marco Mensa e a Marco Cavallarin il loro più profondo apprezzamento. Il Ministro della Difesa Sebhat Efrem e la Sig.ra Lia Tesfay del Ministero degli Esteri erano addirittura commossi dall’intero evento”.

Tra i partecipanti al viaggio ed alle cerimonie abbiamo raccolto alcuni commenti. Alda De Benedetti, nata ad Asmara ed allontanata dalle scuole pubbliche in conseguenza dell’applicazione delle leggi razziali che hanno colpito anche suo padre, ci ha detto: “E’ stata veramente un’esperienza entusiasmante, che senza l’input di questa ricerca non avremmo vissuto”. Salomon J. Cohen da Londra ci fa sapere: “l’escursione in Eritrea è stata fantastica e di molto interesse”. E l’amico Alberto Pierobon aggiunge: “Il viaggio è stato un successo, non solo dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto per quanto riguarda le emozioni, i ricordi, le situazioni occasionate dai partecipanti che ci hanno davvero coinvolto in una sorta di “regressione” ad altre vite (le loro, ma “altre” rispetto all’attuale..), riportandoci ad altri anni, eccetera, tant’è che sono nati dei rapporti che credo continueranno anche per il futuro, molto probabilmente con alcuni ex asmarini ebrei che ora risiedono a Londra, ma pure anche con molti altri italiani disseminati nella penisola, eccetera. Sicuramente la paternità di questo successo è anche di Marco Cavallarin e di Marco Mensa, e volevo esternare loro i nostri ringraziamenti. Ci pareva di essere “a casa”, abbracciati da quella bella città che è Asmara, da un clima molto gradevole, da architetture che noi amiamo, da uno stile di vita che è a noi congeniale, quantomeno rispetto alla frenesia e alle corse pazze cui siamo abituati in Italia……..”

Una storia avvincente quella degli “Ebrei in Eritrea”. Si tratta di una comunità, che formatasi sulle rive occidentali del Mar Rosso, a Massawa, alla fine del 1800, vive ancora, ridotta nel numero, ad Asmara. La sua storia è documentata nella mostra “Ebrei in Eritrea” e nel film “Shalom Asmara”. La mostra fotografica e il documentario sono di Marco Cavallarin e di Marco Mensa, regista e ricercatore il primo, fotografo e regista il secondo. Sia la mostra che il film sono il risultato di un lungo percorso di ricerca, il primo mai realizzato su questa comunità, durato sette anni e oggi non ancora concluso. Alle fotografie di Marco Mensa si alternano, lungo l’ottantina di pannelli della mostra, i documenti storici e le fotografie del tempo passato, scattate da viaggiatori e da protagonisti della storia. I due appassionati autori, però, non hanno potuto intervenire alle cerimonie di inaugurazione della loro mostra ad Asmara: il visto di ingresso in Eritrea per loro non è arrivato.

Provenienti nella maggior parte dal sud della penisola araba, prima in piccoli gruppi, poi man mano sempre più infoltendosi, quegli ebrei, divenuti durante il protettorato britannico adenita cittadini di secondo ordine, dhimmi, ritennero che la colonizzazione italiana dell’Eritrea e la recente apertura del Canale di Suez potessero offrire nuove possibilità in quelle terre. Di origine sefardita, avevano sostato in Italia tra il XVI e tutto il XVII secolo. Vi avevano appreso la lingua che hanno poi conservato quando, muovendosi lungo le vie delle spezie e dei commerci verso il sud dell’Arabia, vi avevano trovato spazi e attività. Quella lingua che avevano appreso a Livorno e ad Ancona, l’avevano conservata. Pensavano di poterla ancora parlare con gli italiani appena arrivati in Eritrea. Non fu così, perché la lingua degli italiani si era modificata, e quella che loro conoscevano era ormai un reperto del passato. Non per questo rinunciarono alla nuova avventura.
L’esperienza eritrea risultò assai favorevole: la convivenza con gli italiani, e soprattutto quella con le altre confessioni religiose presenti sul territorio – cristiani copti, musulmani, protestanti, cattolici – fu sempre improntata al massimo rispetto reciproco e alla solidarietà umana. Il terribile terremoto di Massawa del 1924 li spinse verso l’altopiano, ad Asmara, nuova città in pieno sviluppo coloniale.
Ad Asmara altri ebrei, di altre provenienze mediterranee, erano insediati da tempo. Nel 1905 veniva realizzata la grande sinagoga, che risultò a quel punto sottodimensionata per le nuove esigenze della comunità.
Il razzismo fascista già discriminava duramente le popolazioni indigene. Nel 1939, qualche mese dopo che in Italia, vennero le leggi razziali, e anche in Eritrea se ne registrarono le conseguenze: studenti e insegnanti ebrei cacciati dalle scuole, militari espulsi dall’esercito, alcuni reclusi in campi di concentramento in tempo di guerra. Ma la solidarietà con le popolazioni rimaneva intatta, si consolidava addirittura. I soldati della Jewish Brigade, entrati in Eritrea nel 1941 con l’esercito britannico come liberatori dal dominio coloniale italiano, legarono immediatamente con gli ebrei locali e con la popolazione in genere. E da costoro fu aiutata, nel 1944, la fuga dalle carceri britanniche asmarine di quegli ebrei lì reclusi dagli inglesi per attività antibritanniche in Palestina. Tra di essi era anche Ytzaac Shamir, che sarebbe divenuto nel 1983 Primo Ministro dello Stato di Israele.
La comunità contò fino a 800 membri e fu uno dei motori propulsivi dello sviluppo economico del paese. Molti di essi hanno compiuto l’aliah verso Israele intorno al 1948. Negli anni Settanta la dominazione dittatoriale etiope sull’Eritrea ha costretto moltissimi altri ad abbandonare il paese.
Oggi la comunità asmarina è ridotta a pochissime persone, ma la sinagoga rimane un punto di riferimento della devozione popolare e dell’incontro multiculturale. Spesso a sera è facile vedere tra i passanti chi si sofferma davanti al tempio compiendo un gesto di amicizia, un inchino, chi intreccia un fiore all’inferriata del suo cancello. E sempre più spesso, anche grazie alla rinnovata vitalità del piccolo gruppo presieduto da Samuel Cohen e all’impegno dell’ambasciatore israeliano in Eritrea Hanan Goder, la sinagoga si gremisce di persone che amano partecipare alle celebrazioni delle festività ebraiche in un clima di amicizia e di desiderio di conoscenza fondati sulla stima e il rispetto reciproco.
Questo il quadro che si ricava dal lavoro di Marco Cavallarin e Marco Mensa. La mostra e il film hanno già avuto parecchie repliche: la prima a Parigi, nell’aprile del 2004, alla Mairie del IV Arrondissement, il quartiere ebraico del Marais. Poi a Torino, da giugno a settembre del 2004, al Museo Diffuso della Resistenza, al Museo Ebraico di Casale Monferrato in ottobre, a Pitigliano a novembre al festival del cinema ebraico, e al Museo Ebraico di Bologna nel maggio di quest’anno. “Shalom Asmara” sarà presto visibile in TV a “Sorgente di Vita”.
La mostra e il film sono adesso ad Asmara per le celebrazioni del centenario della fondazione della Sinagoga, il 5 giugno. Le foto e il film saranno visti da un folto gruppo di ebrei “asmarini” che, per l’occasione, sono ritornati ad Asmara dall’Europa e da Israele.
Sarà poi riproposta in Israele, a Beer Sheva al festival “Jewish Eye”, e a Tel Aviv al “Beth Hatefutsoth”, il Museo della Diaspora, e infine a New York, al “Center for the Jewish Culture –
Primo Levi”.

A conclusione degli eventi Sami Cohen ha ancora voluto farci notare che tre generazioni della famiglia di Mahalla Banin erano arrivate ad Asmara da Londra per questa cerimonia: la sig.ra Maria Mahalla Banin, le due figlie Ghila e Irit Dalia, e i piccoli Kim Winifred Banin Reid e Talia Mariu Banin Reid.

Un dettagliatissimo reportage fotografico del viaggio e degli eventi si trova all’indirizzo www.groups.msn.com. Si tratta delle fotografie scattate da Rami Kanzen. Sono le prime foto che fino a questo momento ci sono pervenute.

Per ogni ulteriore informazione ci si può rivolgere direttamente al Prof. G. Marco Cavallarin scrivendogli per e.mail all’indirizzo cunama@tiscali.it

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