Rinasce in Svizzera la gloriosa testata degli Ebrei Americani

Mondo

Nel 1934 venne fondata a New York da rifugiati di lingua tedesca la rivista “AUFBAU”,
cioè ‘Ricostruzione’, che divenne un faro e una guida per gli immigrati ebrei dall’Europa che cercavano di integrarsi
nella società americana.

Il giornale non si limitava a fornir loro solo informazioni pratiche sulla vita nella loro nuova
patria, ma offriva anche contributi di
prestigiose firme quali Albert Einstein o Thomas Mann.

Nei suoi giorni d’oro il giornale vantava una tiratura di centomila copie, un bel record per un giornale
che viveva unicamente di donazioni. Ma col passare degli anni e cambiati i tempi, il giornale andò perdendo
il suo mordente, non essendosi adeguato allo spirito dei tempi e ai nuovi bisogni dei lettori.

Dopo settant’anni la gloriosa tradizione del giornale si era ormai appannata e la diffusione era crollata a
4500 copie. Per salvarlo dal collasso finanziario l’attuale direttore, Yves Kugelmann, si rivolse
a una società di Media ebraica con sede a Zurigo,
che acquistò il giornale che venne rielaborato con nuovi criteri e trasformato in rivista mensile
con maggiore attenzione all’Europa e con un sito web rivolto alla società ebraica moderna.

Fra l’ultimo numero pubblicato a New York e il primo uscito a Zurigo passò un anno, e la prima edizione del nuovo ‘Aufbau’
è stata data alle stampe nel febbraio del 2005.

Per non venir meno alla gloriosa tradizione del vecchio ‘Aufbau’ che si valeva della collaborazione
di prestigiosi scrittori e celebri firme, il numero di febbraio ha ospitato articoli di A.B.Yehoshua
e dell’ex presidente tedesco Johannes Rau, ma l’attenzione maggiore sarà rivolta
a temi decisamente attuali come il dialogo interculturale e interreligioso, le divisioni nella società
israeliana, l’integrazione degli ebrei russi in Germania e i diritti umani.

Può sembrare strano che un periodico in tedesco abbia sede in Svizzera dove vivono solo 18 000 ebrei (61% tedescofoni
e 36% francofoni). Mentre per contrasto la popolazione ebraica in Germania cresce in maniera esponenziale –
nel 1990 dopo il crollo dell’Unione Sovietica vi si stabilirono decine di migliaia di ebrei
per lo più di lingua russa – quella svizzera è rimasta per lo più stabile, salvo un temporaneo
aumento durante la guerra.

Ma quello svizzero è un osservatorio privilegiato, dato che non avendo subito persecuzioni,
il punto di vista degli ebrei svizzeri è completamente diverso da quello dei loro correligionari di Germania
e Austria, e ha favorito l’evolversi di una diversa mentalità: la loro neutralità è un valore aggiunto.

Il novanta per cento dei lettori di ‘Aufbau’ non sono cittadini svizzeri, il mercato dominante essendo
quello di Stati Uniti e Germania: l’aspirazione del giornale è ora quella di incrementare la propria presenza
in Austria e Svizzera e di attirare lettori non ebrei, soprattutto giovani interessati a questioni ebraiche.

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