di Nathan Greppi
Alle 7:00 del mattino, 81 persone risultavano ancora ricoverate in ospedale: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, dieci in condizioni moderate e 60 in buone condizioni, mentre una era ancora sotto osservazione medica. Solo quel giorno, gli ospedali hanno accolto 108 nuovi feriti. Due hanno riportato ferite di media gravità, 96 ferite lievi, nove erano affetti d’ansia e uno risultava essere sotto osservazione, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute. (Foto: un ospedale israeliano. Fonte: Wikipedia)
Il Ministero della Salute israeliano ha dichiarato domenica 15 marzo che 3.195 persone sono state evacuate e ricoverate in ospedale dal 28 febbraio, quando è iniziata l’”Operazione Ruggito del leone” come viene chiamata l’attuale guerra contro l’Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa JNS.
Alle 7:00 del mattino, 81 persone risultavano ancora ricoverate in ospedale: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, dieci in condizioni moderate e 60 in buone condizioni, mentre una era ancora sotto osservazione medica. Solo quel giorno, gli ospedali hanno accolto 108 nuovi feriti. Due hanno riportato ferite di media gravità, 96 ferite lievi, nove erano affetti d’ansia e uno risultava essere sotto osservazione, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute.
Le autorità sanitarie hanno affermato che molti persone si sono ferite mentre si dirigevano verso i rifugi, e hanno esortato la popolazione a prepararsi in anticipo e a spostarsi in sicurezza verso luoghi protetti.
Non mancano le iniziative volte ad affrontare l’emergenza: il Clalit Health Services, il più grande fornitore di servizi sanitari in Israele, ha aperto all’inizio di marzo un nuovo ospedale a Rishon LeZion costruito appositamente per proteggere dai missili i pazienti più vulnerabili. Parallelamente, il Magen David Adom si è organizzato per essere in grado di tracciare le traiettorie dei missili iraniani in modo da intervenire tempestivamente nelle aree più colpite e prestare soccorso ai feriti.



