Jacob Frey, sindaco di Minneapolis

Minneapolis: attacchi antisemiti contro il sindaco ebreo

Mondo

di Nathan Greppi
I sostenitori dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia anti-immigrazione USA ha ha recentemente avviato una raccolta fondi online per sostenere l’agente che ha ucciso la cittadina americana Renee Good a Minneapolis. Tuttavia, il discorso introduttivo includeva un linguaggio antisemita contro il sindaco ebreo della città, Jacob Frey (nella foto).

I sostenitori dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia anti-immigrazione USA della quale un agente ha recentemente ucciso la cittadina americana Renee Good a Minneapolis, ha recentemente avviato una raccolta fondi online per, secondo le parole degli organizzatori, “difendere l’agente che ha fermato un attacco mortale contro gli agenti di confine americani!”. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa JTA, nel discorso introduttivo alla raccolta fondi era incluso un linguaggio antisemita rivolto al sindaco ebreo di Minneapolis, Jacob Frey.

Il discorso

Dopo aver affermato che Good aveva compiuto “un palese atto di terrorismo interno volto a uccidere o mutilare gli uomini che proteggevano i nostri confini dall’invasione senza fine”, il testo aggiungeva: “Ma questo non è accaduto nel vuoto”, bensì “è il risultato di traditori antiamericani come il sindaco di Minneapolis Jacob Frey (che è ebreo), che hanno alimentato le fiamme della resistenza”. Del sindaco, veniva anche detto: “La sua retorica dà potere agli agitatori violenti, trasformando Minneapolis in una zona di guerra per i nostri eroi che fanno rispettare la legge e deportano le orde che leader deboli come lui proteggono”.

La raccolta fondi è stata pubblicata il 7 gennaio sulla piattaforma di cronwdfunding GiveSendGo, e ha raccolto oltre 186.000 dollari nel momento in cui scriviamo. Dopo che JTA ha reso pubblico che nel testo avevano specificato testualmente di Frey “(che è ebreo)”, il riferimento tra parentesi è stato cancellato dai gestori della piattaforma.

I precedenti

L’organizzatore della campagna si firma online come “Tom Hennessey”, e in passato ha anche pubblicato diversi post antisemiti sui social, incluso uno sull’attentato a Sydney. “Hai notato il modello? Gli ebrei arrivano in Australia, la inondano di non bianchi. I non bianchi si scatenano — e alla fine si rivoltano contro gli ebrei. Gli ebrei poi spingono per nuove leggi sull’antisemitismo, ovvero divieti contro la libertà di parola, controllo delle armi per disarmare i bianchi e messa al bando dei gruppi nazionalisti bianchi che se ne accorgono”, scrisse Hennessey.

In altre occasioni, Hennessey ha pubblicato dei tweet per accusare gli ebrei di voler sopprimere la natalità dei nativi rimpiazzandoli con l’immigrazione, e ha contestato l’AIPAC, principale lobby filoisraeliana negli Stati Uniti, affermando: “Non puoi odiarli abbastanza”.

 

Situazione preoccupante

Nell’ultimo periodo, si è assistito ad una forte crescita dell’antisemitismo negli Stati Uniti, soprattutto tra i giovani: seconda un sondaggio del 2025 dell’Università di Yale, il 30% degli americani nella fascia d’età 18-22 anni crede che gli ebrei statunitensi siano più fedeli a Israele che all’America. Nella stessa fascia d’età, il 21% ritiene appropriato boicottare le imprese di proprietà di ebrei americani per protestare contro la guerra a Gaza, e il 27% pensa che gli ebrei negli Stati Uniti abbiano troppo potere. Inoltre, il 18% pensa che gli ebrei americani abbiano un impatto negativo sul loro paese.