L’Ucraina potrebbe fornire agli Usa e ai Paesi arabi droni intercettori per difendersi dall’Iran

Mondo

di Anna Lesnevskaya

La campagna militare degli Usa e Israele contro la Repubblica islamica diventa un’occasione per l’Ucraina di essere in prima linea offrendo il suo know-how nell’industria dei droni per ottenere in cambio sostegno nel conflitto in corso con la Russia. Secondo il Financial Times, che cita una fonte nel Ministero della Difesa ucraino, il Pentagono e almeno uno Stato del Golfo stanno tenendo negoziati con Kiev per acquistare droni intercettori sviluppati per abbattere gli Shahed iraniani utilizzati ampiamente da Mosca per colpire l’Ucraina. Gli Shahed sono piombati a centinaia sui Paesi del Golfo in una rappresaglia dell’Iran contro l’attacco americano, intaccando le scorte di missili intercettori.

 

Attualmente gli Stati del Golfo stanno utilizzando i missili Patriot, che possono costare più di 13.5 milioni di dollari cadauno, per abbattere gli Shahed, i quali costano singolarmente circa 30mila dollari. Allo stesso tempo l’Ucraina facendo di necessità virtù; è stata il primo Paese a sviluppare soluzioni low-cost, avviando una produzione di massa di droni intercettori al prezzo di qualche migliaio di dollari ciascuno. Una fonte del Financial Times ha precisato che qualsiasi export dei sistemi ucraini anche se assemblati all’estero avrà bisogno dell’approvazione di Kiev.

 

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha dichiarato il 4 marzo su Telegram di aver incaricato il governo e i servizi di intelligence insieme ai vertici militari di sviluppare opzioni di sostengo ai Paesi del Golfo di fronte alla minaccia dei droni iraniani, senza però indebolire la difesa dell’Ucraina stessa. Oltre alla produzione di droni intercettori, Kiev ha elaborato uno “scudo” multistrato con cui è riuscita a bloccare a costi contenuti gli Shahed iraniani lanciati da Mosca, expertise che ora potrebbe condividere con i Paesi arabi. Il leader ucraino ha tenuto conversazioni con gli omologhi negli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania, Bahrein e Kuwait. Secondo le parole di Zelensky, tutti questi Stati affrontano la sfida dei droni Shahed iraniani, gli stessi che da anni la Russia lancia contro le città, i villaggi ucraini e le sue infrastrutture.

 

In cambio della fornitura dei droni intercettori ai Paesi arabi e della condivisione dell’esperienza ucraina nel contrasto agli Shahed acquisita sul campo di battaglia, Kiev spera di negoziare qualcosa per sé. In particolare il 3 marzo il presidente ucraino ha detto che vorrebbe ottenere i missili PAC-3 statunitensi di cui ha bisogno per contrastare gli attacchi con missili da crociera e balistici delle forze russe. Mentre in un’intervista a Bloomberg del 2 marzo Zelensky ha condizionato l’invio dei propri operatori di droni intercettori nel Medio Oriente all’intercessione dei Paesi del Golfo con la Russia affinché accetti un cessate il fuoco di un mese. Il prossimo round dei negoziati trilaterali tra l’Ucraina, la Russia e gli Stati Uniti per porre fine all’aggressione russa era previsto il 5 o il 6 marzo ad Abu Dhabi, ma è stato rimandato a data da destinarsi a causa della situazione internazionale.

 

Zelensky ha dato appoggio all’operazione israelo-americana contro la Repubblica degli ayotallah, dicendo il 28 febbraio, il giorno dell’inizio dell’offensiva, che l’intervento ha creato un’opportunità per il popolo iraniano di liberarsi dal “regime terrorista”. “Anche se gli ucraini non hanno mai minacciato l’Iran, il regime iraniano ha deciso di essere complice di Putin”, ha detto il leader ucraino ricordando come il suo Paese sia stato colpito dalla Russia con più di 57mila droni del tipo Shahed. La posizione dell’Ucraina, ha aggiunto, è “preservare più vite possibile”, evitando l’espansione del conflitto in Iran.

 

È da tempo che Ucraina e Israele stanno collaborando nell’ambito dei droni, dovendo fronteggiare entrambi simili minacce. Durante la visita del ministro degli Affari Esteri di Israele, Gideon Sa’ar, in Ucraina il 24 luglio del 2025, era stato annunciato l’avvio del dialogo strategico bilaterale sulla minaccia iraniana. Mentre l’ambasciatore israeliano a Kiev, Michael Brodsky, ha detto in un’intervista al sito del canale 24 ucraino che i due Paesi stanno già scambiando esperienza nel campo degli aeromobili a pilotaggio remoto, senza fornire dettagli.