Londra, Al-Quds Day sotto stretta sorveglianza: pochi manifestanti, dodici arresti

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di Nina Prenda
Durante la manifestazione si sono sentiti cori come “dal fiume al mare” e “Israele è uno Stato del terrore”. La polizia metropolitana ha effettuato dodici arresti, tra cui persone accusate di aver espresso sostegno a un’organizzazione terroristica vietata o di aver tenuto comportamenti minacciosi e offensivi.

Centinaia di persone si sono radunate domenica nel centro di Londra per l’annuale Al-Quds Day, la giornata internazionale di mobilitazione in solidarietà con i palestinesi nata in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. L’edizione di quest’anno si è svolta però in un clima molto diverso dal passato: nuove restrizioni imposte dalle autorità, una presenza massiccia delle forze dell’ordine e un afflusso di partecipanti molto inferiore alle attese.

I manifestanti si sono concentrati lungo l’Albert Embankment, sulla riva sud del Tamigi, sventolando bandiere palestinesi e mostrando striscioni contro Israele. Tra la folla sono apparse anche immagini dell’ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema iraniana rimasta uccisa negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran.

Durante la manifestazione si sono sentiti cori come “dal fiume al mare” e “Israele è uno Stato del terrore”. La polizia metropolitana ha effettuato dodici arresti, tra cui persone accusate di aver espresso sostegno a un’organizzazione terroristica vietata o di aver tenuto comportamenti minacciosi e offensivi.

L’assistente commissario della polizia metropolitana, Ade Adelekan, aveva parlato alla vigilia di “un fine settimana difficile sul piano dell’ordine pubblico”. Le stime iniziali indicavano la possibile partecipazione di circa dodicimila persone, ma alla fine si sono presentate solo alcune centinaia di manifestanti.

La giornata ha segnato anche un precedente significativo: per la prima volta da oltre un decennio le autorità britanniche hanno vietato la tradizionale marcia attraverso il centro della capitale. Il ministro dell’Interno Shabana Mahmood ha infatti approvato la richiesta della polizia di imporre un divieto di corteo valido per un mese, citando i rischi di disordini legati alla “situazione volatile in Medio Oriente” e alla possibilità di scontri tra gruppi contrapposti.

Gli organizzatori della Commissione islamica per i diritti umani (IHRC) hanno comunque deciso di procedere con una manifestazione statica, invitando i sostenitori a partecipare nonostante le restrizioni. Il gruppo ha accusato la polizia londinese di aver “capitolato alla pressione della lobby sionista”. L’Al-Quds Day si celebra ogni anno nell’ultimo venerdì del Ramadan con manifestazioni in diverse città del mondo. A Londra l’appuntamento è stato spostato a domenica. Le autorità avevano avvertito i partecipanti che cori come “intifada” o manifestazioni di sostegno a gruppi proscritti avrebbero comportato arresti. “Queste parole hanno conseguenze”, aveva sottolineato Adelekan.

Sulla riva opposta del Tamigi si è svolta anche una contro-manifestazione più piccola, organizzata dal gruppo Stop The Hate e dalla Lion Guard of Iran, che ha riunito dissidenti iraniani e attivisti contrari alla Repubblica islamica. Alcuni di loro sventolavano bandiere israeliane.

Per evitare contatti tra i due gruppi, la polizia ha trasformato il Tamigi in una vera e propria linea di separazione: imbarcazioni della polizia pattugliavano il fiume mentre il Lambeth Bridge è stato temporaneamente chiuso al traffico. Entrambe le manifestazioni erano confinate nel tratto tra i ponti di Vauxhall e Lambeth e autorizzate solo tra le 13 e le 15. Alle tre del pomeriggio gli eventi si sono conclusi senza incidenti rilevanti. La polizia ha dichiarato che il piano di sicurezza ha funzionato e che nessuno dei gruppi ha tentato di violare le condizioni imposte, marciando o avvicinandosi alla controparte.