L’Ambasciatore dell’Ucraina: “Il nostro Governo condanna fermamente l’antisemitismo”

Mondo

Dall’Ambasciata dell’Ucraina a Roma

A seguito dell’articolo “Il fattore ebraico nelle elezioni in Ucraina”, riceviamo la seguente lettera da S. E. l’Ambasciatore dell’Ucraina a Roma, Yevhen Perelygin. Il direttore Fiona Diwan e lo storico Claudio Vercelli hanno risposto QUI

 

Egregia Fiona Diwan,

confermando il nostro profondo rispetto per la libertà di stampa, una fra le massime espressioni dei diritti fondamentali dei Paesi europei, vorrei segnalare la nostra perplessità e sorpresa per l’articolo “Il fattore ebraico nelle elezioni in Ucraina”, pubblicato il 23 Aprile 2019 nel vostro sito, che presenta le informazioni in modo scorretto, distorcendo la realtà ed i fatti storici.

Come moderno paese europeo e democratico, l’Ucraina ha costantemente e fortemente combattuto ogni manifestazione di antisemitismo, di razzismo e di xenofobia. Il nostro Governo condanna fermamente l’antisemitismo adottando misure globali per prevenire e contrastare questo fenomeno vergognoso.

A tal fine, al Ministero degli Interni dell’Ucraina istituito un’unità speciale per prevenire tali crimini. L’efficacia delle misure prese dal Governo ucraino per contrastare l’antisemitismo è stata anche dimostrata da un recente sondaggio condotto dall’autorevole think tank statunitense “Pew Research Center” che ha dimostrato che il livello dell’antisemitismo in Ucraina è il più basso tra i paesi dell’Europa centro-orientale. Questa ricerca è un’ulteriore dimostrazione di come la propaganda russa distorce la realtà creando ad arte i fake sul “fascismo” o “antisemitismo” degli ucraini. Inoltre, il monitoraggio condotto da diverse autorevoli organizzazioni dimostra che durante lo scorso anno in Ucraina non ci sono stati casi di violenza motivati da anti-semitismo.

Pare veramente sorprendente, inoltre, che il media cosi rispettabile come il Vostro, cita i commenti, senza alcuna previa verifica, del personaggio di assai dubbia reputazione Avigdor Eskin, conosciuto per la sua attività illegale ed estremista in Israele per la quale fu condannato in Israele. Noto propagandista filo-Putin, Eskin ha più volte appoggiato intervento russo contro l’Ucraina a partire dall’inizio di Euromaidan, nonché per la sua attività propagandistica e sovversiva è stato allontanato dai vari paesi, inclusi la Georgia e gli Stati Uniti.

Detto ciò ci poniamo una domanda, prima di muovere le accuse così pesanti contro l’Ucraina non era meglio rivolgersi alla communita ebraica ucraina o persino a questa Ambasciata per avere qualche delucidazione in merito alla vigente legislazione ucraina ed i rapporti con la comunità ebraica?

Inoltre, mi preme farVi notare che le accuse rivolte verso il movimento di liberazione nazionale ucraino a metà del XX secolo circa la collaborazione con i nazisti e la partecipazione ai crimini del regime nazista è uno dei punti principali della propaganda russa, ampiamente usata oggi per screditare l’Ucraina e giustificare l’aggressione della Russia contro il nostro paese. In questo momento difficile, con l’occupazione russa e la guerra ibrida che cercano di distruggere l’indipendenza e le aspirazioni europee del nostro paese, vecchi strumenti di propaganda del KGB sovietico sono riesumati per falsificare le vere responsabilità dei crimini antiebraici.

Dovrei ricordare che durante la Seconda guerra mondiale più di 8 milioni di ucraini persero la vita come vittime del regime nazista. Tantissimi ucraini e le loro organizzazioni nazionali, inclusi anche l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e l’Esercito insurrezionale ucraino (UPA), hanno dato un loro contributo significativo alla vittoria sul nazismo e alla liberazione dell’Europa. Tra le vittime dei nazisti tedeschi massacrate a Babyn Yar, oltre agli ebrei, rom e prigionieri di guerra sovietici, c’erano più di 620 membri dell’OUN. Il popolo ucraino ogni anno ricorda le vittime della tragedia di Babyn Yar. Ogni anno, il 29 settembre nel Giorno della memoria delle vittime del nazismo in Ucraina centinaia di migliaia di persone in tutto il paese onorano le vittime di questa terribile tragedia.

È ormai ben conosciuto che i pogrom erano diffusi molto tempo prima della creazione dell’OUN e non erano stati avviati dagli ucraini, ma principalmente dalle organizzazioni nazionaliste di ultradestra russe che fanno parte del cosiddetto “Black Hundred”.

Durante la prima grande assemblea dei nazionalisti ucraini nel 1929 furono approvate risoluzioni sulla creazione dell’OUN, in cui gli ebrei non erano distinti in nessun modo come nemici. Al contrario, a tutti i popoli fu garantita la libertà di religione e lo sviluppo culturale.

Quello che successe nel 1941 durante la Seconda guerra mondiale è ancora oggetto di controversie da parte degli storici. Non ci sono prove attendibili che indichino che membri del OUN fossero coinvolti nei pogrom. Si conferma che i poliziotti al servizio dei tedeschi hanno partecipato nei pogrom ma tra loro stavano principalmente le persone che prestavano servizio nella polizia sovietica e in quella precedente. I membri dell’UPA tra queste persone non c’erano e non potevano esserlo.

Nel 1944 l’OUN e l’UPA nella nuova versione del Programma hanno ufficialmente proclamato gli ebrei come popolo amico.

La conferma che né OUN, né UPA erano organizzazioni criminali fu deciso dal Tribunale militare internazionale di Norimberga. I materiali del processo di Norimberga contengono un elenco esaustivo di individui e gruppi riconosciuti dal tribunale criminale. E non ci sono membri di OUN e UPA in tale elenco. Inoltre, come prova dei crimini nazisti nel processo apparvero documenti che provavano la repressione dei servizi speciali del Terzo Reich contro l’OUN.

Fu proprio la decisione del Tribunale di Norimberga che divenne uno dei fattori decisivi nella decisione delle autorità statunitensi di concedere asilo ai membri dell’OUN e dell’UPA, che furono perseguitati dal regime totalitario stalinista.

Come giustamente ha notato il giornalista, storico e grande esperto italiano Paolo Mieli nel suo articolo “Noi, Trump e Kiev. Le ipocrisie europee anti USA”, pubblicato nel Corriere della Sera, “è in atto da tempo campagna subliminale che tende a presentare l’Ucraina come un Paese in via di fascistizzazione. E in quanto tale non meritevole della società occidentale”. E in merito alla persona del leader del movimenta nazionalista ucraino Stepan Bandera, Mieli prosegue che la ribellione di Bandera contro il regime nazista gli costò il campo di concentramento di Sachsenhausen: “Bandera ebbe due sorelle internate nei gulag staliniani, due fratelli rinchiusi ad Auschwitz: una simmetria quasi perfetta della lotta contro i due totalitarismi del Novecento”.

Tale opinione del P.Mieli condividano anche altri noti esperti italiani, tra i quali il prof. Federigo Argentieri che in una lettera al Direttore del Corriere della Sera informa che “Stepan Bandera fu arrestato dai tedeschi il 6 luglio 1941 e rinchiuso a Sachsenhausen fino al 25 settembre 1944, data in cui la guerra all’Est della Germania era quasi finita, mentre due suoi fratelli, Vasyl e Bohdan, furono spediti ad Auschwitz dove morirono nel 1942”.

Proprio per la lotta contro il regime sovietico e l’Ucraina indipendente Stepan Bandera fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 da un agente di KGB. Riassumendo, Vi faccio notare che finora nessuno non ha presentato alcuna prova convincente della partecipazione di Bandera nei crimini contro gli ebrei in Ucraina.

Ucraini ed ebrei per secoli hanno vissuto sullo stesso terreno e sperimentato tutte le vicissitudini storiche, tra cui, purtroppo, tragedie come Holodomor e Olocausto. Tra i Giusti che salvarono gli ebrei durante l’Olocausto rischiando la vita ci sono più di 2.500 ucraini.

Al giorno d’oggi in Ucraina funzionano più di 150 organizzazioni ebraiche tra cui i principali sono il Consiglio ebraico dell’Ucraina, l’Associazione delle organizzazioni e delle comunità ebraiche dell’Ucraina, il Congresso ebraico dell’Ucraina, il Forum ebraico dell’Ucraina nonché la Confederazione ebraica dell’Ucraina. Per soddisfare le esigenze informative, culturali ed educative dei rappresentanti della comunità ebraica dell’Ucraina nel nostro pese operano più di 30 periodici, tra cui anche il giornale “Jewish News”, pubblicato con il sostegno finanziario del Ministero della Cultura dell’Ucraina.

Richiedendo, pertanto, la smentita delle gravi accuse contro l’Ucraina, riportate nel vostro articolo, restiamo a Vostra completa disposizione per ogni debita verifica dei fatti e Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Yevhen Perelygin