L’Iran lancia un missile con sopra un ringraziamento a Sánchez: Israele e Washington invitano Madrid a rispondere

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di Pietro Baragiola
Il video del lancio, attribuito ai Pasdaran, mostra il missile con sopra scritto un messaggio in farsi e inglese: “ringraziamo il primo ministro spagnolo per aver definito illegale questa guerra. Non è solo illegale, è anche disumana”. Crescono le tensioni fra Spagna e Israele.

Un missile con sopra un poster raffigurante il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. È questa l’ultima mossa propagandistica dell’Iran, che, domenica 22 marzo, ha diffuso sui media statali diverse immagini del lancio di questo ordigno, alimentando così una nuova ondata di tensioni internazionali.

Il video del lancio, attribuito ai Pasdaran, mostra il missile con sopra scritto un messaggio in farsi e inglese: “ringraziamo il primo ministro spagnolo per aver definito illegale questa guerra. Non è solo illegale, è anche disumana”.

Queste parole fanno riferimento alle recenti dichiarazioni di Sánchez che, alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles, ha ribadito la posizione di Madrid, condannando le operazioni militari statunitensi e israeliane contro Teheran e definendole “illegali”.

L’episodio ha provocato una dura reazione da parte di Israele, il cui ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha subito accusato Sánchez di fornire, anche involontariamente, sostegno alla narrativa iraniana: “il regime dei mullah ti ringrazia mettendo le tue parole sui missili che colpiscono civili in Israele e nel mondo arabo. Come ci si sente sapendo che il tuo volto è su questi missili? Ricordati che anche l’Europa, inclusa la Spagna, è nel loro raggio d’azione.”

 

La rottura diplomatica e le decisioni di Madrid

Questa intera vicenda si inserisce in un quadro già fortemente deteriorato nei rapporti tra Spagna, Israele e Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, infatti, il governo Sánchez ha assunto una posizione sempre più critica nei confronti delle operazioni israeliane, soprattutto dopo l’inizio del conflitto a Gaza. Madrid è persino arrivata a bloccare l’utilizzo delle proprie basi militari da parte degli Stati Uniti per operazioni contro l’Iran, una decisione che ha spinto il presidente americano Donald Trump a minacciare la sospensione dei rapporti commerciali.

Parallelamente, la Spagna ha adottato una serie di misure diplomatiche e commerciali senza precedenti: dal riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese al ritiro permanente del suo ambasciatore da Israele, fino al divieto di importazioni provenienti da centinaia di insediamenti israeliani. A ciò si aggiunge una normativa che vieta il commercio di materiale militare e prodotti dual-use con Israele, oltre al blocco del transito di armi destinate allo Stato Ebraico attraverso porti e aeroporti spagnoli.

Antisemitismo in Spagna

Il crescente isolamento diplomatico promosso da Madrid nei confronti di Israele si accompagna, secondo diversi osservatori, ad un clima sempre più teso all’interno della penisola spagnola. Dall’inizio del conflitto a Gaza si è registrato un aumento significativo di episodi antisemiti, tra aggressioni, atti vandalici e manifestazioni ostili alla comunità ebraica.

Leader politici e rappresentanti delle comunità ebraiche hanno accusato il governo Sánchez di aver contribuito con la propria retorica ad alimentare questo clima. In particolar modo, attraverso l’uso reiterato del termine “genocidio”, usato da Sánchez per descrivere le operazioni israeliane.

La recente decisione di ritirare definitivamente l’ambasciatore da Israele e le prese di posizione sempre più dure contro lo Stato ebraico hanno irrigidito i rapporti, mentre il plauso espresso da Hamas ad alcune iniziative spagnole ha aggiunto un ulteriore elemento di controversia.

In questo contesto, il missile iraniano con il volto di Sánchez assume un valore simbolico che va oltre la provocazione propagandistica: diventa il segno tangibile di un equilibrio diplomatico sempre più fragile in cui le parole dei leader europei rischiano di essere strumentalizzate in uno scenario di conflitto globale sempre più complesso.