Iran, Israele colpisce Basij anche grazie alle informazioni dei civili

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di Nina Prenda
Uno degli episodi più recenti risalirebbe a quando un drone Hermes israeliano ha colpito alcuni posti di blocco della milizia Basij nella capitale iraniana.  L’operazione sarebbe stata resa possibile anche grazie a segnalazioni provenienti direttamente da cittadini iraniani, trasmesse in lingua persiana attraverso account social riconducibili a Israele, e verificate dall’intelligence israeliana.

Israele avrebbe utilizzato, almeno in parte, informazioni fornite da cittadini iraniani per condurre alcuni degli attacchi mirati durante l’attuale confronto militare con Teheran. A rivelarlo è il Wall Street Journal, che cita fonti della sicurezza israeliana e descrive un modello operativo che, se confermato, segnerebbe un’evoluzione significativa nelle modalità di raccolta dell’intelligence sul territorio iraniano.

Secondo il quotidiano americano, uno degli episodi più recenti risalirebbe a quando un drone Hermes israeliano ha colpito alcuni posti di blocco della milizia Basij nella capitale iraniana.  L’operazione sarebbe stata resa possibile anche grazie a segnalazioni provenienti direttamente da cittadini iraniani, trasmesse in lingua persiana attraverso account social riconducibili a Israele.

Le informazioni, stando alla ricostruzione, non verrebbero utilizzate in modo automatico: passano invece attraverso un processo di verifica da parte delle autorità israeliane e vengono impiegate solo dopo essere state considerate attendibili. Un passaggio cruciale, che mira a evitare manipolazioni o errori in un contesto ad altissimo rischio operativo.

Anche i media statali iraniani hanno confermato che i droni israeliani hanno colpito obiettivi a Teheran, provocando la morte di diversi membri delle forze di sicurezza, tra cui appartenenti alla milizia Basij, struttura paramilitare legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e da anni pilastro del controllo interno del regime.

Se verificata, la dinamica descritta dal Wall Street Journal aggiungerebbe un tassello rilevante alla strategia israeliana: non solo capacità tecnologiche avanzate e operazioni mirate, ma anche una rete informativa che si alimenta, almeno in parte, dall’interno della società iraniana.