GB: 45% dei cittadini ha sentimenti antisemiti. Cresce la paura fra gli ebrei

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A Londra una manifestazione contro Israele nell’agosto del 2014, periodo in cui sono stati numerosi gli atti antisemiti nel Regno Unito

Un sondaggio shock nel Regno Unito rivela che il 45% dei cittadini nutre sentimenti antisemiti. La rilevazione è stata condotta da YouGov per la Campaign Against Antisemitism (CAA) ed è emerso come quasi la metà del campione si sia detto d’accordo con almeno uno dei quattro pregiudizi più diffusi sulle comunità ebraiche.

Secondo il sondaggio realizzato su un campione di 3411 persone in Gran Bretagna, uno su quattro ritiene che gli ebrei «cerchino il denaro» più degli altri (25%), mentre uno su sei concorda che «gli ebrei pensano di  essere meglio degli altri» e che i 270mila ebrei residenti in Gran Bretagna esercitino «troppo potere nei media».

«Se non vi sarà una tolleranza zero verso l’antisemitismo, questo crescerà e i britannici ebrei si porranno sempre più domando sul loro posto nel Paese», nota Gideon Falter, presidente del CAA. Gli ha fatto eco il portavoce del gruppo, Joseph sacerdoti: «la crescita dell’antisemitismo qui e in Europa, significa che gli ebrei sono sempre più spaventati».

Gli inglesi sempre più preoccupati
Alla luce di questi dati, non è quindi difficile immaginare quali siano i sentimenti fra la popolazione ebraica del Regno Unito.  Già qualche settimana fa aveva parlato chiaro il direttore del canale BBC News, Danny Cohen, che di recente ha manifestato alcuni timori per il futuro degli ebrei in Inghilterra: «Non mi sono mai sentito tanto a disagio nell’essere un ebreo nella mia nazione come in questi ultimi 12 mesi – ha dichiarato al giornalista Yonit Levi durante una conferenza a Gerusalemme –. E questo mi fa riflettere sulla nostra “casa” a “lungo termine”. Voi forse lo comprendete certamente. Ma io l’ho percepito in un modo come mai l’avevo sentito prima».
E ora un altro sondaggio commissionato dal Caa parla di una preoccupazione crescente fra gli ebrei britannici. I dati parlano chiaro: il 54% ritiene di “non avere futuro in Gran Bretagna”, il 45% afferma che le proprie famiglie sono minacciate dall’ “estremismo islamico” e il 58% si spinge fino ad affermare di “non avere futuro in Europa” nel lungo termine.

Alla base c’è l’aumento degli atti di antisemitismo, quasi sempre di matrice islamica. Per la polizia di Londra gli episodi nel 2014 sono raddoppiati rispetto all’anno precedente.
Il premier Cameron ha incontrato i leader delle comunità ebraiche nazionali a Downing Street nel tentativo di condividere decisioni tese a garantire la sicurezza di una comunità di 269 mila anime. In particolare il “Community Security Trust”, che collabora alla sicurezza delle istituzioni ebraiche e veglia sul fenomeno dell’intolleranza, ha aumentato l’attività di sorveglianza attorno ai luoghi di interesse ebraico a seguito dell’attacco jihadista contro l’Hyper Cacher di Parigi.

 

“La gente è molto preoccupata – spiega Dave Rich, vice direttore del Community Security Trust, al sito LaStampa.it – perché hanno visto cosa è avvenuto a Parigi e temono che simili episodi possano ripetersi qui sebbene l’aggressività dell’antisemitismo in Francia non è paragonabile alla situazione in Gran Bretagna”.
Ma gli atti di antisemitismo sono in aumento: nei primi sei mesi del 2014 se ne sono verificati il 36% in più rispetto all’anno precedente e la tendenza all’aumento si è confermata nel secondo semestre.

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