le manifestaizoni del 5 gennaio in Francia contro l'antisemitismo

Francesi in piazza contro il “nuovo antisemitismo”

Mondo

di Paolo Castellano
Le piazze francesi sono state invase da una folla di cittadini, tra loro molti ebrei, per protestare contro la recente decisione della magistratura francese di non processare Kobili Traore, un musulmano di 29 anni accusato dell’omicidio della sua vicina di casa ebrea Sarah Halimi nel 2017 . Il 5 gennaio le manifestazioni sono avvenute in diverse città della Francia.

La corte d’appello di Parigi al centro delle critiche dei manifestanti ha infatti riaffermato una sentenza precedente che ha stabilito che il movente dell’omicida musulmano non è attribuibile a un comportamento antisemita. Per il tribunale non si tratta dunque di odio anti-ebraico poiché l’assassino di Sarah Halimi sarebbe stato sotto effetto di troppa marijuana. I giudici, dopo valutazioni psichiatriche, hanno stabilito che Traore non è legalmente responsabile delle sue azioni.

Come riporta The Times of Israel, in migliaia anche a Marsiglia, dove si sono radunati i leader della comunità ebraica francese che hanno invocato più prevenzione per arginare l’antisemitismo di matrice islamica. C’erano anche i rappresentatati del CRIF, il consiglio dei rappresentanti delle istituzioni ebraiche francesi.

Un nuovo antisemitismo?

Il BNVCA, l’organo francese di vigilanza sull’antisemitismo, parla di “nuovo antisemitismo” analizzando i recenti casi d’odio che hanno preso di mira la comunità ebraica in Francia. Il “nuovo antisemitismo” è infatti rappresentato dai crimini d’odio commessi da individui di prima o seconda generazione, provenienti da famiglie dei paesi islamici.

Tuttavia le segnalazioni delle comunità ebraiche sono state in parte respinte dalla Commissione consultiva nazionale francese per i diritti umani che nel 2016 ha dichiarato che non ci sono prove concrete di una nuova ondata di antisemitismo.

Di avviso contrario i media ebraici, come Jewish News, che hanno ricordato la recente morte di Chalom Levy, un ebreo francese sopravvissuto ad un attentatore musulmano che lo aveva accoltellato a Strasburgo nel 2016. Levy fu gravemente ferito al fegato e ai reni, rimanendo traumatizzato fino alla sua morte, avvenuta il 29 dicembre 2016 a bordo di un aereo diretto in Israele. «Non si era mai ripreso dall’attacco, né fisicamente, né psicologicamente», ha dichiarato l’avvocato di Levy, Raphael Nisand.

Tutt’oggi non si conosce l’identità dell’aggressore che è stato protagonista di due accoltellamenti, nel 2010 e 2016, a Strasburgo nei confronti di due cittadini ebrei. In entrambi i casi, il soggetto non è stato processato per questioni psichiatriche.

«Questo è l’uomo che ha pugnalato per la seconda volta un ebreo a Strasburgo – gridando “Allah!”. Che cosa ha da dire la magistratura al riguardo?», si è chiesto l’avvocato di Levy.

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