Un judoka iraniano

Dopo decenni i judoka iraniani potrebbero cessare di boicottare Israele

Mondo

di Nathan Greppi
I dirigenti della Federazione di Judo Iraniana, assieme al Comitato Olimpico dell’Iran, hanno recentemente deciso di porre fine al boicottaggio di incontri con atleti israeliani, che durava da molti anni. Sabato 11 maggio hanno pubblicato una lettera diretta all’International Judo Federation (IJF), in cui annunciano di voler “rispettare pienamente lo statuto olimpico e il suo principio contro la discriminazione.”

Secondo il Times of Israel, l’IJF ha rilasciato un comunicato nel quale si spiega che la decisione degli iraniani è arrivata dopo numerose trattative riguardo allo “spiacevole fenomeno” per cui gli iraniani evitano di confrontarsi con atleti provenienti da certi paesi; nessuno ha citato esplicitamente Israele, ma è chiaro che si tratta di esso perché in passato è capitato più volte che gli atleti iraniani, non solo nel judo, evitassero di misurarsi con degli israeliani a causa di pressioni da parte del loro governo, e a volte persino di stringere la mano agli israeliani.

Un esempio recente riguarda quando, a febbraio il judoka iraniano Saeid Moallei si è ritirato dal Grande Slam di Parigi per non battersi con l’israeliano Sagi Muki nel round successivo, fingendo di essersi ferito gravemente. In seguito è riuscito comunque a vincere la medaglia di bronzo, ma finse di essersi nuovamente ferito per non salire sul podio con Muki; quest’ultimo ha vinto questo sabato la medaglia d’oro al Grande Slam di Baku, il che gli ha permesso di qualificarsi per lo Olimpiadi di Tokyo del 2020. Dopo che Moallei si ritirò dalla gara, il dirigente sportivo iraniano Davoud Azarnoush affermò di sperare che “Israele venga spazzata via e annientata prima dei prossimi giochi olimpici, e tutti noi potremo tirare un sospiro di sollievo.”

In anni recenti l’IJF ha fatto pressione sull’Iran e su altri paesi musulmani per porre fine alla loro politica nei confronti degli atleti israeliani, tanto da minacciare di bandire gli iraniani dalle competizioni internazionali se non avessero cambiato atteggiamento; una minaccia che hanno messo in pratica verso la Tunisia e gli Emirati Arabi Uniti, salvo poi reintegrare questi ultimi dopo che, nel 2018, ai judoka israeliani ad Abu Dhabi è stato permesso di suonare il loro inno nazionale, l’Hatikwa.

A causa di questi contrasti politici, gli atleti iraniani si sono ritrovati spesso schiacciati tra i loro politici, pronti a punirli se dovessero competere con degli israeliani, e la Federazione Mondiale, che li punirebbe per il boicottaggio. L’ultimo match tenutosi tra israeliani e iraniani autorizzato da questi ultimi è stato un incontro di wrestling tenutosi a Kiev, in Ucraina, nel 1983.

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