di Nina Prenda
Un uomo, Ayman Ghazaleh, ha guidato la sua auto imbottita di mortai contro il Temple of Israel, alla periferia di Detroit e ha aperto il fuoco contro gli agenti della sicurezza prima di essere ucciso. Al momento dell’attacco, all’interno della sinagoga era attivo un centro per l’infanzia.
L’incubo degli attentati torna a farsi sentire, usando il pretesto della guerra in Medio Oriente. Nella giornata di ieri, 12 febbraio 2026, c’è stata la prima concretizzazione: un uomo ha guidato la sua auto imbottita di mortai contro il Temple of Israel, alla periferia di Detroit, nello stato americano del Michigan, e ha aperto il fuoco contro gli agenti della sicurezza prima di essere ucciso.
L’attentatore si chiamava Ayman Ghazaleh e prima di lanciarsi con la sua auto contro il Temple of Israel ha pubblicato sui social media le foto della sua famiglia, tra cui dei bambini, scrivendo che erano stati uccisi in un recente attacco israeliano nella città di Mashghara, in Libano. Lo riporta la Cnn.
Al momento dell’attacco, all’interno della sinagoga era attivo un centro per l’infanzia. I bambini sono stati fatti uscire e portati in un centro comunitario locale per ricongiungersi con i genitori, mentre il distretto scolastico di West Bloomfield ha applicato il protocollo di sicurezza per tutte le scuole della zona. Anche la Jewish Federation di Detroit ha isolato i propri centri in via precauzionale.
“L’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico”. Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu su X, dopo la sparatoria in Michigan, rendendo “omaggio al coraggioso personale di sicurezza della sinagoga per l’intervento tempestivo. Hanno salvato delle vite”. “Non ci inchiniamo agli attacchi antisemiti in Israele e sono grato al presidente Trump per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America”, ha concluso.
La Casa Bianca ha fatto sapere tramite la portavoce Karoline Leavitt che il presidente Trump è stato informato dei fatti.
Sul posto sta lavorando l’FBI, coordinata dal direttore Kash Patel, per identificare l’assalitore e chiarire i motivi del gesto. L’episodio avviene in un contesto di aumento delle aggressioni contro obiettivi ebraici negli Stati Uniti, seguendo altri casi recenti come l’attacco al Capital Jewish Museum di Washington del maggio 2025.
Prime Minister Benjamin Netanyahu:
Antisemitism knows no limits or boundaries.
Israel is attacked because it is the Jewish state. Temple Israel in Detroit was attacked today because it is a Jewish house of worship.
— Prime Minister of Israel (@IsraeliPM) March 12, 2026



