Marika Poletti con una svastica sul polpaccio

Trento: il nuovo capo gabinetto con una svastica sul polpaccio si dimette

Italia

di Redazione
Dopo l’esplosione delle polemiche, ha deciso di dare le dimissioni: Marika Poletti, ex coordinatrice di Fratelli d’Italia passata con Civica Trentina nominata a Capo di gabinetto dall’assessore agli Enti locali e Rapporti con il Consiglio provinciale Mattia Gottardi, ha deciso di lasciare il suo nuovo incarico dopo lo scalpore nato dalla diffusione di una sua foto con una svastica sul  polpaccio.

Come riporta il sito del giornale L’Adige, la presenza della svastica sulla sua caviglia era già nota, ma l’interessata si era però difesa dicendo che si tratta della «conclusione del ciclo delle Rune del canto di Odino, per la precisione la diciottesima. Ne ho altre dodici da un’altra parte e 24 da un’altra ancora. Sono una cultrice della cultura popolare e quella è una simbologia millenaria». Semplicemente un simbolo celtico, dunque, non più pericoloso di quello della pace, anch’esso una runa. «E allora cosa facciamo? – aveva dichiarato -. Torchiamo quelli che vanno in giro col simbolo della pace a spilletta o adesivo dicendo che sono filo nazisti anche loro? Anche il segno della pace si rifà alla sedicesima runa, anche questa presa dal canto di Odino. Nulla a che fare col nazismo evidentemente».

A sollevare il caso questa volta è stato Alessandro Giacomini, già noto come guida dei Laici Trentini, che ha inviato alle redazioni dei giornali una lettera aperta a Gottardi accompagnata da una fotografia della Poletti con gambe accavallate e polpaccio con svastica bene in vista. Gottardi, che si firma “un preoccupato cittadino trentino”, scrive: «Questo non è certo il miglior approccio, caro assessore Gottardi per iniziare un dialogo costruttivo con il tessuto amministrativo delle realtà locali e i suoi attuali referenti. Il contesto socio politico Trentino con il suo indiscutibile cambiamento alle recenti elezioni provinciali e il suo assessorato hanno un estremo bisogno di delicatezza, di educazione o per meglio dire di eleganza, non certo di sostituire la nostra cara aquila fiammante con la provocatoria svastica del suo capo di gabinetto».

Dall’assessore ancora nessun commento.

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