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Sondaggio sull’antisemitismo in Italia. L’1,3% degli intervistati non crede alla Shoah

Italia

di Paolo Castellano
L’antisemitismo è uno dei principali promotori di odio e violenza in Europa. A confermare questa tendenza è anche David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, che ha recentemente sostenuto che “il demone dell’antisemitismo è tornato ad affacciarsi in Europa”, invitando gli stati appartenenti all’Unione europea a prevenire gli atteggiamenti discriminatori contro le minoranze.

In tale contesto, il 14 gennaio è stata pubblicata la prima ricerca italiana sulle discriminazioni curata da Euromedia Research di Alessandra Ghisleri per conto dell’Osservatorio Solomon, pubblicata su La Stampa. Per realizzare il sondaggio sono stati intervistati 1000 individui attraverso molteplici canali: telefono, mobile, email e WhatsApp.

Ghisleri ha commentato così i risultati in un’intervista rilasciata al quotidiano torinese La Stampa: «È impressionante che fra i dichiaratamente antisemiti, il 49% abbondante accusi gli ebrei di strapotere finanziario e quasi il 47% di sentirsi una razza superiore, cioè le pietre angolari su cui il nazifascismo costruì la sua propaganda».

Secondo le rilevazioni di Euromedia Research si osserva la presenza di una percentuale di antisemiti dichiarati. Secondo il sondaggio l’1,3% degli italiani ritiene che la Shoah sia una leggenda, il 10,5% giudica invece che durante la Shoah non siano morti 6 milioni di ebrei, e il 49% è convinto che il settore economico-finanziario sia controllato totalmente dagli ebrei.

La visione nei confronti degli ebrei risulta aperta e interessata nel 47,5%, lontana e di disprezzo nel 4,3% sul totale del campione. Riserva sorprese anche la percezione del numero degli ebrei italiani: il 36,6% degli intervistati ritiene che siano il 2%-10% della popolazione italiana. Oggi gli ebrei in Italia sono sotto le 30 mila unità, quindi appare ovvio una percezione esagerata riguardo alla loro presenza.

I risultati completi dello studio sull’antisemitismo possono essere consultati sul sito dell’Osservatorio Solomon.

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