Il prefetto di Milano Renato Saccone al Giardino dei Giusti

Prefetto di Milano in visita al Giardino dei Giusti

Italia

di Nathan Greppi
“Vi ringrazio per quello che avete realizzato, il Giardino dei Giusti non è solo un luogo: c’è lo spazio, c’è il tempo, c’è la natura e la cura della natura ma anche tanta spiritualità.” Queste le parole di Renato Saccone, Prefetto di Milano (nella foto al centro) al termine della sua prima visita, tenutasi giovedì 18 giugno, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, gestito dall’associazione Gariwo assieme al Comune di Milano e all’UCEI.

Rivolgendosi al presidente di Gariwo Gabriele Nissim, che gli ha fatto da guida durante la visita, Saccone ha dichiarato che “di fronte ai Giusti, all’Albero delle Virtù ci si può sentire un po’ inadeguati, perché siamo tutti esseri umani e tutti possiamo aspirare a essere Giusti, ma facciamo i conti con la nostra limitatezza”.

Oltre a Nissim e al Prefetto, hanno partecipato alla visita anche Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia e co-fondatore di Gariwo, Anna Maria Samuelli, responsabile della Commissione didattica di Gariwo, e Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI. La delegazione era scortata da tre City Angels, i volontari che durante i weekend sorvegliano l’area per fornire assistenza e accertarsi del mantenimento delle distanze.

La sua venuta ha inaugurato la ripresa delle visite guidate al Giardino dei Giusti, dopo il periodo forzato di sospensione delle attività a causa dell’emergenza sanitaria. E proprio quest’ultima, secondo il Prefetto Saccone, ha fatto emergere diverse figure che si sono distinte per aver fatto del loro meglio per aiutare i malati, in particolare nel personale medico. “Alcuni di loro non sono più con noi,” ha spiegato. “Ora dobbiamo ringraziare chi ha dato tanto e non dimenticarlo e questo credo che sia l’obiettivo di questo Giardino, perché se abbiamo un limite è la memoria corta, la memoria breve. Più che parlare di eroi, dobbiamo avere rispetto per il lavoro fatto. Non pensiamo solo al primario, pensiamo a tutti gli infermieri, a chi ha tenuto puliti gli ospedali, tutto questo lo dobbiamo ricordare e questo luogo ce lo ricorda. Vi ringrazio per questo.”

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