Milano ricorda: posate 13 pietre di inciampo per vittime ebree. Il video della mattinata

Italia

di Ilaria Myr
Martedì 23 gennaio sono state poste a Milano 13 nuove pietre di inciampo in onore di ebrei uccisi durante la Shoah. Si è cominciato alle 9.30 in via de Togni 10 dove sono state poste le pietre dedicate alla famiglia De Benedetti Reinach, composta da quattro persone: il nonno Ernesto Reinach di 88 anni (fonda a Milano la “Ernesto Reinach”, società commerciale che in seguito concentra la sua attività nei lubrificanti), il genero De Benedetti Ugo di 51 anni (avvocato molto noto a Torino), la moglie Etta De Benedetti Reinach di 39 anni, il figlio appena quindicenne Piero De Benedetti. I quattro membri della famiglia furono arrestati dai tedeschi nel novembre del 1943. Il nonno fu assassinato durante il trasporto il 7.12.1943. Gli altri tre familiari furono assassinati ad Auschwitz in data ignota.

Alle 10.05, in via De Amicis 45, è stata la volta di due pietre dedicate alla famiglia Böhm, composta da: Böhm Michelangelo, di 76 anni e la moglie Margherita Luzzatto Böhm di 66 anni. Michelangelo Böhm viene allontanato nel 1938 dal Politecnico di Milano con l’emanazione delle leggi antisemite. Entrambi furono arrestati a Tirano (SO) il 13 dicembre del 1943. Michelangelo fu ucciso all’arrivo ad Auschwitz il 6.2.1944. La moglie Margherita morì ad Auschwitz il 26.2.1944.

Commovente e commossa la testimonianza di Sara Tedeschi Blei, membro della Comunità ebraica di Milano e trisnipote della coppia: “Michelangelo e Margherita erano i miei trisnonni, i Nonni di mio Nonno materno Sergio Böhm mancato tanti anni fa. Per me, giovane donna ebrea, che da sempre ho sentito parlare in famiglia della tragica morte dei miei trisnonni ad Auschwitz, oggi è stato molto commovente vedere il nome dei miei Antenati nelle pietre d’inciampo posizionate in via De Amicis. Il mio pensiero commosso ma orgoglioso è rivolto ai miei figli, discendenti anch’essi di Michelangelo e Margherita, perchè loro, bambini ebrei nel 2018, sono la più grande sconfitta di chi ci ha voluto male”. 

Alle ore 10:30, in via Conca del Naviglio 7, una pietra è stata dedicata a William Finzi, nato a Milano il 28/7/1900, arrestato a Milano il 10/5/1943, assassinato a Mauthausen il 7/2/1945. Il padre Carlo Finzi era titolare della casa d’Alta Moda “Maison Finzi”con sede in via Manzoni. Di 43 anni, viene arrestato da italiani. Deceduto a Mauthausen il 7 febbario 1945, dopo l’evacuazione di Auschwitz.

In via V. Corridoni 1 due pietre ricordano Cesare Fano, nato a Colorno (PR) il 14/6/1868, arrestato a il 18/12/1943,  assassinato ad Auschwitz il 6/2/1944, e sua moglie Silvia Usigli Fano, nata a Rovigo il 2/9/1879, arrestata il 18/12/1943, assassinata ad Auschwitz il 6/2/1944.

Infine, alle 11:40, in via Bizzoni 7, quattro pietre di inciampo sono state o posate in ricordo della famiglia Piperno, composta da quattro persone: il padre Odorico Piperno di 42 anni, la moglie Livia Sinigallia Piperno di 37 anni, i figli Rambaldo Piperno di 13 anni e Renzo Piperno di 11 anni. I quattro membri della famiglia furono arrestati a Tirano (SO) il 15 dicembre del 1943. Livia Piperno fu assassinata a Dachau il 30 dicembre 1944, Renzo Piperno fu assassinato ad Auschwitz il 6 febbraio 1944, Odorico Piperno e Rambaldo Piperno furono assassinati in luogo e data ignoti.

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2 Commenti. Nuovo commento

  • […] degna di nota è quella di Michelangelo Bohm a cui è stata intitolata proprio in questi giorni la pietra di inciampo di via De Amicis 45 a Milano. All’inaugurazione del 25 gennaio sono intervenuti il presidente della Sea Pietro Modiano, […]

  • […] Nell’ambito del ventaglio delle iniziative per la Memoria, Comune di Milano, Comunità Ebraica di Milano, Fondazione Memoria della Deportazione, Comitato Permanente Antifascista, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e Memoriale della Shoah di Milano hanno promosso venerdì 26 gennaio un incontro, svoltosi nella Sala Alessi di Palazzo Marino in piazza della Scala, che ha coinvolto studenti di varie scuole del territorio per dire “no ai nazifascismi, mai più ghetti e deportazioni politiche e ‘razziali’”. L’appuntamento ha visto gli interventi di Venanzio Gibillini, ex deportato politico, e di Jean Blanchaert, bisnipote di Ernesto Reinach, imprenditore italiano di origine ebraica vittima con la sua famiglia delle leggi razziali e della persecuzione, a cui sono state deposte pietre di inciampo lo scorso 23 gennaio. […]

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