di Nathan Greppi
È previsto per il 9 aprile un incontro al Liceo Agnesi dal titolo Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale con la partecipazione di Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, e Widad Tamimi, scrittrice, figlia di padre palestinese e madre di origini ebraiche. Emtrambi scgierati contro Israele.
Dopo il 7 ottobre, uno degli epicentri dell’ostilità nei confronti d’Israele sono state le scuole: se nel maggio 2025 il Liceo “Luciano Manara” di Roma ha annullato un incontro sulla pace in Medio Oriente perché secondo un collettivo studentesco erano tutti “facenti parte della comunità ebraica” (il che peraltro non era neanche vero), a Milano il docente del Liceo Leonardo Da Vinci Andrea Atzeni ha subito un provvedimento disciplinare per aver preso posizione contro quegli studenti che strumentalizzavano la Giornata della Memoria per veicolare discorsi antisraeliani.
In compenso, gli unici eventi permessi nelle scuole sembrano essere quelli totalmente allineati alla narrazione propal: se la relatrice speciale ONU Francesca Albanese ha potuto tenere delle lezioni senza nessun contraddittorio in alcune scuole toscane, più di recente è stato il Liceo statale “Gaetana Agnesi” di Milano a distinguersi per un episodio analogo.
Secondo la testimonianza di Atzeni, è previsto per il 9 aprile un incontro al Liceo Agnesi dal titolo Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale. Nella circolare c’è scritto che “l’appuntamento offrirà agli studenti l’opportunità di confrontarsi con due figure di rilievo: Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, esperto di analisi dei conflitti armati, spese militari e percorsi di disarmo, e Widad Tamimi, Scrittrice e Attivista per i Diritti Umani, autrice di opere che intrecciano memoria, identità e narrazioni contemporanee”.

Come riportato da Atzeni, Vignarca ha parlato nei mesi scorsi di “decenni di occupazione illegale, apartheid, invasione di Gaza con massacri e pulizia etnica, attacco ad almeno cinque paesi sovrani”, aggiungendo: “Non basta che (per ora) distruzioni e massacri si siano fermati per affermare che non è (stato) genocidio”. Mentre la Tamimi, figlia di padre palestinese e madre di origini ebraiche, ha scritto per il quotidiano Il Manifesto articoli con titoli quali Dalla fessura di Rafah passa il codice non scritto dell’esilio, Sotto il cielo degli altri: l’apartheid della sicurezza, Via da Gaza, deportazioni mascherate da evacuazioni, La burocrazia italiana condanna a morte le voci di Gaza e I fantasmi di Gaza inghiottiti nel buco nero del genocidio. Ha inoltre pubblicato un libro autobiografico intitolato Dal fiume al mare, come lo slogan propal che invita a cancellare Israele dalle mappe.
Che un liceo di Milano ospiti personaggi così schierati per parlare del Giorno della Memoria mettendolo in relazione all’attualità geo-politica è a dir poco preoccupante e di malafede. Come se fosse giusto rileggere la storia alla luce di ciò che succede oggi. E, caso strano, lo si fa quando di mezzo ci sono ebrei e Israele, le “vittime” di ieri diventate, per troppi, i “carnefici” di oggi. Una lettura odiosa e molto inquietante, soprattutto se diffusa in una scuola, a giovani che devono ancora crearsi una coscienza critica.






