La manifestazione a Roma contro l'intervento della delegazione iraniana alla Camera

Gli iraniani invitati alla Camera invocano la distruzione di Israele. Grande (M5S): “Finalità conoscitive”

Italia

di Nathan Greppi
Israele ha un ruolo distruttivo nella nostra regione, Israele è un paese che ha occupato la Palestina e con la guerra vuole mantenere la sua esistenza. Israele è una falsificazione, Israele è una cosa costruita, non è una cosa vera, originale. Nella nostra zona ci sono stati molti errori, il primo è stato la creazione di Israele“: queste sono le sconcertanti parole che Alireza Bigdeli, un diplomatico iraniano, ha pronunciato mercoledì 10 ottobre davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento italiano.

Come ha riportato Il Foglio, Bigdeli è un membro della Institute for Political & International Studies, la stessa organizzazione che nel 2006 mise in piedi una conferenza per negare la Shoah: tra coloro che vi parteciparono, vi furono l’ex-leader del Ku Klux Klan David Duke, lo scrittore negazionista Carlo Mattogno e l’editore Claudio Mutti, noto per i suoi legami giovanili con il movimento neofascista Ordine Nuovo e del quale Bet Magazine ha già parlato in una recente inchiesta.

Le reazioni 

Non sono mancate proteste in seguito ai fatti di mercoledì: l’ambasciatore israeliano in Italia Ofer Sachs, ad esempio, ha dichiarato che “il Parlamento italiano simbolo della democrazia del Paese non può ospitare chi promuove idee negazioniste, antisemite e antisioniste.” Anche la Comunità Ebraica di Roma ha fatto sentire il proprio dissenso (nella foto la manifestazione contro la presenza iraniana): “solamente la scorsa settimana,” hanno dichiarato, “la Camera aveva votato una serie di mozioni per contrastare le vecchie e nuove forme di antisemitismo, il tutto mentre ci troviamo a pochi giorni dal settantacinquesimo anniversario della deportazione degli ebrei di Roma. È un fatto di una gravità inaudita che le stesse istituzioni che hanno votato una legge sul negazionismo abbiano potuto ospitare un’istituzione di questo tipo. Le aule del Parlamento italiano, simbolo della democrazia di questo Paese, dovrebbero servire per promuovere i valori di libertà e rispetto e non fornire accoglienza a chi nega la storia”. Stesso discorso per il giornalista Giulio Meotti, che su Facebook si è chiesto: “Chi pagherà dei nostri rappresentanti per aver consentito, senza battere ciglio, che questa chiamata alla distruzione del popolo ebraico risuonasse dentro al Parlamento?”

Tuttavia, la presidente della Commissione Esteri Marta Grande (M5S) ha difeso la scelta di invitare i diplomatici iraniani, affermando che “le audizioni hanno finalità esclusivamente conoscitive.” Di diverso avviso è la vicepresidente della Commissione Mara Carfagna: “Penso che la commissione Esteri non avrebbe dovuto dare spazio alcuno agli esponenti di una organizzazione iraniana che in passato ha già avuto accenti negazionisti e antisemiti”. Sempre della Commissione Esteri, il deputato Andrea Orsini ha spiegato che “personalmente non ho ritenuto opportuno partecipare all’incontro, che mi pare in contraddizione con l’impegno tante volte ribadito dalla Camera dei deputati contro ogni forma di antisemitismo. Non credo che dare voce ai negazionisti di Teheran contribuisca né alla causa della pace, né della libertà e della democrazia in Iran: lo ritengo invece un gesto inutilmente oltraggioso della memoria delle vittime della Shoah”.

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