Contro Israele, con il patrocinio del Sindaco di Recanati

Italia
Il Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo

Il Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo

Che Samantha Comizzoli, attivista propal (diventata famosa nel 2014 per una foto che la ritraeva, in Cisgiordania, con tre dita alzate e un festoso sorriso, davanti a un forno, nei giorni del rapimento dei tre ragazzi ebrei poi trovati massacrati da terroristi palestinesi), organizzi una proiezione, con annesso dibattito, del suo film dal titolo “Israele – il Cancro” (metastasi, cura, eutanasia), non è una notizia di per sé sconcertante. Le campagne di odio contro Israele non sono purtroppo una novità, tanto in Italia quanto in Europa e non solo.

Lo è – sconcertante – che la proiezione, con tanto di arringa introduttiva della Comizzoli e successivo dibattito, abbia avuto luogo a Recanati, il “natio borgo selvaggio” del Sommo Leopardi, il 1 settembre nelle sale gentilmente concesse dal Comune presso la  Villa Coloredo Mels. Il Comune di Recanati ha quindi patrocinato l’evento (come si legge nel comunicato stampa degli organizzatori),  con l’avallo del Sindaco Francesco Fiordomo.

Ne dà notizia Il Resto del Carlino, come ci è stato segnalato da Asterio Tubaldi, direttore dell’emittente radiofonica Radio Erre di Recanati. Lo stesso giornale ha poi ospitato un intervento sdegnato del poeta e scrittore Umberto Piersanti, candidato nel 2005 al premio Nobel della letteratura, docente di Sociologia della Letteratura all’Università di Urbino: «Nessuna amministrazione seria può dare il suo patrocinio a una manifestazione anti israeliana, nel corso della quale viene proiettato un film che ha un titolo orrido: ‘Israele, il cancro’. L’abuso della parola ‘nazista’ – ha detto Piersanti a Radio Erre – riferita sempre e solo a Israele da parte di pacifisti nostrani è squallido. Non mi risulta che siano state mai organizzate, in questo territorio, manifestazioni contro l’Isis e in generale contro l’integralismo islamico, di cui l’organizzazione palestinese Hamas è parte integrante. Usare il termine ‘nazista’ nei confronti di un popolo che ha subìto la più spietata persecuzione della storia ad opera del nazismo stesso è un segno di ignoranza profonda della storia e di un malcelato sentimento antisemita. Come aveva già detto Giorgio Napolitano, l’odio anti israeliano totale, che è così ben diverso dalla normale e legittima critica verso la politica di Israele, rappresenta il nuovo modo di esprimersi dell’antisemitismo presente soprattutto nell’estrema sinistra. Non pensavo che questo sentimento fosse presente anche nel Comune di Recanati».

Il sindaco difende la sua scelta: “Nessun patrocinio, nessuna adesione. Abbiamo soltanto messo a disposizione una sala aderendo alla richiesta di una cittadina recanatese, militante di una associazione che in passato aveva organizzato una iniziativa su temi economici. Se a livello di comunicazione si è scritto o parlato di patrocinio non è corretto, in quanto il patrocinio prevede un atto amministrativo con il quale viene concesso e quindi una condivisione rispetto all’iniziativa che in qualche modo si sostiene. In questo caso si potrebbe parlare di patrocinio tecnico, nel senso che si mette a disposizione uno spazio…. ma ritengo che non sia questo il tema. Non conoscevo l’attività di Samantha Comizzoli ne’ il contenuto del film ma conosco solo la cittadina recanatese, assolutamente seria e affidabile, che mi ha chiesto la sala. Ho sbagliato a concederla, come per altro è avvenuto a Napoli, Messina, Lanuvio, Firenze (Piazza Tasso) e molti altri comuni? Credo di no, perche’ sono convinto che tutti abbiamo il diritto di poter esprimere il nostro pensiero, anche se questo è particolarmente forte e magari non condivisibile. Dovrei esercitare come sindaco una censura preventiva? Per la semplice concessione di una sala avrei dovuto vedermi prima il film, promuoverlo o bocciarlo, decidere io per tutti i recanatesi? Era una iniziativa privata, in una sala chiusa, non in una piazza o in luoghi aperti a tutti nei quali non è invece giusto ospitare incontri o manifestazioni che possono urtare la sensibilità di chi si trova li per caso. Se la semplice messa a disposizione di una sala ha scandalizzato e offeso qualcuno mi scuso. Condivido, a livello personale, la posizione espressa dal premier Matteo Renzi, posizione che raccoglie il pensiero tradizionale del movimento democratico e progressista: due Popoli, due Stati. La pace si costruisce con il reciproco riconoscimento, con il rispetto, con la giustizia, con la condivisione di un percorso storicamente faticoso ma indispensabile per superare violenze e lutti”. Sappiamo però che a Recanati la pubblica amministrazione ha consentito che in uno spazio pubblico si affermasse il contrario, si auspicasse la distruzione, la fine di uno Stato riconosciuto dall’Onu da settant’anni e alleato dell’Italia: Israele.

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