La Torre solare di Ashalim, nel Negev

Nel Negev la più alta torre solare del mondo, parte di una centrale elettrica attuale e futura

Israele

di Ilaria Ester Ramazzotti
Sorge ad Ashalim, nel deserto del Negev, la più alta torre solare del mondo. Inaugurata nel 2018, sfrutta la sua altezza per occupare poco territorio e utilizza la tecnologia del solare termodinamico per produrre energia elettrica. Rivestita in acciaio inox, la torre è visibile da decine di chilometri di distanza.

L’impianto occupa uno dei quattro lotti di terreno destinati al progetto dal governo, che negli altri tre vuole installare altre strutture per la produzione e lo stoccaggio di energia green. Insieme, gli impianti costituiranno il più grande progetto a base di rinnovabili di Israele, con una potenza complessiva di 310 megawatt, avvicinando il Paese al suo obiettivo di generare il 10% di elettricità da fonti rinnovabili.

La costruzione della struttura ha richiesto quattro anni, a cura della società statunitense BrightSource Energy, la stessa che ha costruito nel deserto della California la centrale solare termodinamica più grande del mondo. 

Come funziona la centrale di Ashalim 

La centrale, che oggi è il più grande impianto di energia rinnovabile d’Israele, è formata dalla sua torre centrale, alta 250 metri, e da 50 mila specchi (eliostati) movibili su due assi, posizionati nel terreno circostante. I pannelli riflettono la luce solare indirizzandola verso la vetta della torre, dove si trova una caldaia che porta uno speciale fluido a temperature molto elevate. Questo fluido trasforma l’acqua in vapore, che alimenta le turbine che fanno girare gli alternatori e producono elettricità. 

Rispetto alla tradizionale tecnologia del fotovoltaico, che usa la luce per produrre corrente elettrica attraverso i pannelli fotovoltaici, il solare termodinamico ha il vantaggio di funzionare anche nelle ore notturne, senza luce, poiché il fluido mantiene a lungo la sua elevata temperatura.