Israele: fino alla fine testa a testa fra Netanyahu e Gantz. Ma il governo andrà alla destra

Israele

di Paolo Castellano
I risultati, ormai definitivi, del 10 aprile ci dicono che Benjamin Netanyahu ha vinto per pochissimo le ultime elezioni. È stata una vittoria decisiva dell’attuale leader del Likud. Per sancirla sarà però necessario un patto di governo con altri partiti con lo scopo di ottenere la maggioranza dei seggi alla Knesset.

Nei fatti Netanyahu ha battuto il suo avversario di centro-sinistra Benny Gantz, ex-capo dello staff dell’IDF. Gantz ha fondato il partito il Blu e il Bianco, con un ovvio richiamo ai colori della bandiera israeliana.  Netanyahu e Gantz si sono aggiudicati entrambi il primo posto per quanto riguarda le votazioni. Entrambi i partiti hanno ottenuto il 29% dei voti alle elezioni legislative.

Perché si dice allora che Benjamin Netanyahu abbia vinto le elezioni? Secondo i media che si occupano di politica israeliana, come il The Algemeiner, Bibi probabilmente convincerà i suoi alleati di destra a creare una coalizione parlamentare che governi Israele, occupando così i seggi necessari alla Knesset. Per farlo Netanyahu ha bisogno di 61 seggi su 120.

Come riporta il sito Walla, basandosi sul 97% dei voti contati, il Likud e il Blu e Bianco hanno entrambi raggiunto 35 seggi alla Knesset. C’è da dire però che con i partiti religiosi di destra si raggiungerebbero 65 seggi. Queste forze politiche hanno sostenuto in precedenza la coalizione guidata da Benjamin Netanyahu e si ritiene che possano farlo ancora.  I partiti di sinistra invece potrebbero contare solo su 55 seggi. Troppo pochi per spodestare Netanyahu.

Sicuramente il presidente Reuven Rivlin convocherà Netanyahu per formare il futuro governo.

Il commento del New York Times

Il giornalista David M. Halbfinger del New York Times sostiene che gli israeliani, che hanno votato Benjamin Netanyahu, abbiano una visione nettamente conservatrice dello Stato ebraico, aspettandosi più stabilità attraverso una maggiore sicurezza militare ed economica. Il giornalista americano ha poi aggiunto che il Likud ha sfruttato i timori della popolazione verso i nemici bellicosi e l’Iran, definendo il probabile futuro primo ministro israeliano “un modello di leader autoritario” che privilegia “il potere e la forza”.

@castelpao

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