Coronavirus in Israele

Israele e il Coronavirus: saliti a 109 i casi positivi

Israele

di Roberto Zadik
Anche Israele, in questi giorni complicati, lotta contro il dilagare del Coronavirus: finora nel Paese sono 109 le persone contagiate e nessun morto a causa di questa misteriosa e imprevedibile malattia cinese che ormai un mese sta sconvolgendo l’Italia e il mondo. Questi i dati diramati dal sito Times of Israel e dal Ministero della Salute che giovedì 12 marzo ha aggiornato il numero dei contagiati.

Come in Italia, in questi giorni, il Governo ha annunciato la chiusura di università e scuole e fra i pazienti positivi al “Corona” il Ministero ha descritto con previsione alcuni casi. Un bambino di sei mesi, un ragazzo di 10 anni, tornato da poco da una vacanza in Spagna con suo padre,  una 11enne e due turisti risultati “infetti” dopo aver visitato vari luoghi, hotel, ristoranti e discoteche da Gerusalemme a  Tel Aviv, nella settimana dal 3 al 10 marzo.

Cosa succederà in questi mesi? Questa la grande domanda globale, ma come ha rivelato il Times citando  Ynet le autorità israeliane stanno prendendo serie contromisure sanitarie. Il Governo sta pensando allo sbarramento totale di scuole e università aumentano i test, dalle 600 persone giornaliere si cerca di estendere gli esami a più di duemila individui. In tema di provvedimenti circa mille studenti e insegnanti, prosegue il sito, sono stati rispediti alle loro dimore, da diverse scuole, dalla scuola femminile ortodossa nell’insediamento di Modiin Illit nell’area del West Bank dove una sessantina di studenti sono stati messi in quarantena alla Scuola Battista Cristiana di Nazareth.

Le autorità stanno dunque lavorando assiduamente in questa settimana per impedire la propagazione del contagio e il peggioramento della situazione. A questo proposito  fra i casi di Coronavirus in Israele, il Ministro della Salute e il Sindaco di Efrat Oded Revivi ha annunciato che un’altra persona, il Rabbino Dov Singer, capo della yeshiva Makor Haim è risultato infetto a causa dell’epidemia. Oltre a quest’ultimo, un 60enne impiegato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è finito ricoverato d’urgenza all’Ospedale Ichilov e attualmente è in condizioni molto serie, attaccato a un respiratore. Dettaglio importante  è che a quanto pare egli non sarebbe uscito dal Paese e non avrebbe avuto nessun contatto con nessuna persona malata e  dopo aver avuto sintomi influenzali è stato rilasciato all’indomani dall’ospedale senza nessun test per sapere se risultasse affetto dal Coronavirus.

Grande emergenza nello Stato ebraico e ferme decisioni dal Primo Ministro Netanyahu che ha ricordato come si tratti “di un evento globale senza precedenti. Il numero potenziale dei morti è davvero elevato e dobbiamo agire subito per prevenirlo”. Nel suo discorso dal suo ufficio a Gerusalemme egli ha paragonato questo virus all’influenza spagnola del 1918 che contagiò circa milioni di persone, uccidendo a quanto pare, secondo il Times of Israel il 27 percento della popolazione mondiale a quell’epoca. Contenere la diffusione del virus e rallentarla in modo da evitare l’afflusso massivo e incontrollabile di pazienti e il sovraccarico del personale sanitario, sembra essere la priorità.

Banditi tutti i raduni di massa, inclusi preghiere e matrimoni e ribadite, da parte di Rafi Peretz, Ministro dell’Educazione, tutte le misure di prevenzione, mantenere distanze, lavarsi le mani, evitare qualsiasi contatto. Preoccupato per la situazione corrente Netanyahu ha invitato il suo antagonista Gantz a formare un governo d’emergenza anche se “per un periodo limitato combattendo assieme” ha dichiarato “per salvare la vita dei nostri cittadini”.

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