Il Giorno della Memoria a Monza e Brianza

Eventi

di Ilaria Ester Ramazzotti
Numerosi gli eventi svolti anche a Monza e in Brianza in occasione del Giorno della Memoria 2019. Fra le proposte in calendario ci sono stati la posa di nuove pietre d’inciampo, spettacoli, concerti, mostre, letture, film, testimonianze e cerimonie commemorative. Ne riportiamo di seguito alcune.

Posa di pietre d’inciampo in Brianza

A cura del neonato Comitato per le Pietre d’inciampo di Monza e Brianza, sono state posate sabato 26 gennaio in via Trabattoni a Seregno cinque Pietre d’inciampo in memoria della famiglia ebraica Gani, sfollata da Milano nella cittadina brianzola nel tentativo di sfuggire alle persecuzioni della Shoah. La famiglia era composta dai coniugi Giuseppe Gani e Speranza Zaccar e dai loro figli Regina, Ester e Alberto Gani. Ospitati in alcune case locali, nel 1944 furono scoperti e catturati dai nazifascisti per essere trasferiti ad Auschwitz, dove i due coniugi e Alberto furono inviati alle camere a gas, mentre di Regina ed Ester si sono in seguito perse le tracce a Bergen Belsen.

La cerimonia è stata presenziata dal sindaco di Seregno Alberto Rossi, da Milena Bracesco e Fabio Lopez, presidente e vicepresidente del Comitato per le Pietre d’inciampo di Monza e Brianza, da Gian Guido Piazza, insegnante liceo Manzoni di Milano dove Regina Gani aveva studiato prima di essere espulsa perché ebrea, e da giovani studenti delle scuole della città.

Sempre nella giornata del 26 gennaio, il Comitato ha posato pietre d’inciampo in memoria di partigiani e oppositori al nazifascismo. A Cesano Maderno, in piazza Arese, è stata onorata la memoria di Arturo Martinelli. A Lissone, la pietra in ricordo di Mario Bettega è stata posata in Via Dante Alighieri 30. A Muggiò, il Comune ha autonomamente posato in via Baruso la pietra alla memoria di Michele Robecchi.

Costituito lo scorso 14 gennaio, il Comitato per le Pietre d’inciampo di Monza e Brianza annovera fra i soci fondatori il Comune di Cesano Maderno, il Comune di Lissone, il Comune di Seregno, ANED Associazione Nazionale Ex Deportati di Monza e Sesto San Giovanni, ANPI provinciale e l’Associazione Senza Confini, promotrice dell’iniziativa, di cui fa parte la segretaria del Comitato Roberta Miotto. Possono aderire al Comitato tutti i Comuni della provincia di Monza e della Brianza, le associazioni, le scuole e i singoli. L’attività ha il patrocinio della Provincia di Monza e della Brianza.

Posa della corona nel Bosco della Memoria di Monza e celebrazioni commemorative

Tra le altre iniziative, il Comune di Monza ha promosso la posa di una corona in memoria dei deportati nei lager nazisti, svoltasi domenica 27 gennaio nel Bosco della Memoria in via Messa alla presenza del sindaco di Monza Dario Allevi e di Milena Bracesco, presidente di ANED-Monza. La cerimonia ufficiale dedicata alle commemorazioni è proseguita alla stazione di Monza, luogo di deportazioni nel corso della seconda guerra mondiale, per poi concludersi al Teatro Manzoni, nel centro della città, con la consegna di medaglie d’oro a famigliari e discendenti dei cittadini deportati nei campi di concentramento.

Le Cameriste Ambrosiane

Le musiche dell’orchestra femminile di Auschwitz al Teatro Binario 7 di Monza

Domenica 27 gennaio sono salite sul palco del Teatro Binario 7 di Monza Le Cameriste Ambrosiane, gruppo di musiciste che hanno proposto le musiche dell’orchestra di cui fecero parte quarantasette donne internate nel lager di Auschwitz. Musiche suonate fra fragilità, bellezza e disperazione, destinate ad allietare le SS, ma anche ad accompagnare le altre detenute al lavoro coatto o i nuovi arrivati all’ingresso nel lager. Lo spettacolo si è in particolare concentrato sulle figure e le vicende di due deportate: la direttrice dell’orchestra del lager Alma Rosé, violinista e nipote del compositore e direttore d’orchestra Gustav Mahler, e Fania Goldstein, in arte Fenélon, musicista e cantante di cabaret francese, arrivata ad Auschwitz nel gennaio del 1944.

Il loro amore per la musica, insieme alla loro storia di deportate, consapevoli e spettatrici di una progressiva perdita di solidarietà fra le compagne di prigionia, sono stati fra cardini e i contenuti di un concerto che si è fatto narrazione, ma anche viaggio fra i vissuti e le musiche del lager, un cammino nel buio rischiarato solo dalla bellezza della musica eseguita che diventa nota di speranza, di memoria e di futuro.

Sotto le luci, oltre a Le Cameriste Ambrosiane, sono state protagoniste l’attrice Silvia Giulia Mendola e il mezzosoprano Rachel O’Brien, direttrice artistica di Equivoci Musicali, che ha curato l’evento. La drammaturgia dello spettacolo è di Andrea Zaniboni

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